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mercoledì, 6 Luglio 2022

Arrestato Scajola. Accusa di favoreggiamento

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Arrestato all’alba in un albergo romano di Via Veneto l’ex ministro Claudio Scajola con l’accusa di favoreggiamento. La DIA di Reggio Calabria ha eseguito diversi provvedimenti restrittivi, firmati dal Gip Olga Tarzia, a carico di persone che, insieme all’ex ministro, avrebbero favorito la latitanza del noto imprenditore reggino ed ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, arrestato il 28 agosto 2013 a Dubai, dove era fuggito dopo una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, al quale poi le autorità arabe hanno ritirato il passaporto in attesa di estradizione. Tra gli arrestati, oltre allo stesso Matacena, la moglie Chiara Rizzo, la madre Raffaella De Carolis, Martino Politi, Antonio Chillemi e la segretaria di Scajola, Roberta Sacco. Gli indagati sono accusati a vario titolo di aver agevolato la latitanza all’estero dell’ex parlamentare.

Le operazioni di stamattina sono l’atto finale dell’indagine “Breakfast”, che la Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria svolge da oltre due anni su reinvestimenti di capitali illeciti da parte della ‘ndrangheta, in Italia e all’estero.  Il filone relativo all’arresto dell’ex ministro è quello dei fondi neri della Lega Nord. Al centro delle indagini c’era Bruno Marfici, faccendiere legato al clan De Stefano di Reggio Calabria. Proprio tra Marfici e Matacena, prima della condanna a cinque anni di quest’ultimo, intercorrevano numerose telefonate di affari. Tra queste, intercettate anche le conversazioni di Scajola con la Rizzo, nelle quali l’ex ministro si sarebbe interessato di contattare un faccendiere italiano in Libano, lo stesso, pare di Dell’Utri, per permettere a Matacena di scappare in medio oriente. Per il procuratore della Repubblica Federico Cafiero De Raho “Matacena godeva e gode tuttora di una rete di complicità ad alti livelli grazie alla quale è riuscito a sottrarsi all’arresto”.

Eseguite in queste ore perquisizioni in numerose regioni, con sequestri di società commerciali italiane collegate a società estere, per un valore di circa 50 milioni di euro. Perquisiti anche l’ufficio e la villa di Scajola a Imperia. Scajola è stato ministro dell’Interno dal 2001 al 2002, ministro delle attività produttive dal 2005 al 2006 e nominato ministro dello Sviluppo economico nel 2008; si è dimesso nel 2010 per le indagini sulla casa vicina al Colosseo, acquistata in parte con i soldi dell’imprenditore romano Diego Anemone; assolto poi nel gennaio 2014 perché il fatto non costituisce reato. Tra le prime dichiarazioni giungono quelle di Silvio Berlusconi: “Non so per quali motivi sia stato arrestato, me ne spiaccio e ne sono addolorato”.

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