Arbitro di calcio massacrato di botte a San Basilio

Incredibile e sconcertante quanto successo domenica scorsa. A San Basilio, periferia di Roma, al termine di una partita del campionato di Promozione tra Virtus Olympia-Atletico Torrenova, il direttore di gara, il ventitreenne Riccardo Bernardini, è stato assalito da un paio di tifosi, i quali lo hanno colpito duramente provocandogli una commozione cerebrale, oltre che numerose escoriazioni.

Il giovane arbitro racconta l’accaduto: “Era finita la partita e stavo uscendo dal campo, due giovani si avvicinano, mi hanno affrontato, mi hanno detto ti sei reso conto di quello che hai fatto, io non ho avuto neanche il tempo di rispondere perché ho sentito una botta forte dietro alla nuca. Sono caduto e da quel momento non ricordo nulla”.

Il ragazzo è ricoverato da domenica alla Quarta Clinica Chirurgica del Policlinico Umberto I e, nonostante l’aggressione subito, resta equilibrato, maturo e rispettoso delle regole quando dichiara: “È giusto che si parli di quanto mi è successo, che ci sia attenzione su questo problema, però non mi faccia parlare, non posso rilasciare un’intervista senza l’autorizzazione dell’AIA, io sono un arbitro, non posso essere il primo a non rispettare le regole”.

Dura e categorica la decisione di Marcello Nicchi, presidente dell’AIA, nel non inviare arbitri domenica nelle partite dei campionati dilettantistici del Lazio, fermando momentaneamente il torneo.

Per fortuna gli ultimi esami hanno dato segnali positivi sulle condizioni fisiche di Bernardini, il quale tra domani e dopodomani dovrebbe essere dimesso.

Fortunatamente il ragazzo si è ripreso quasi del tutto, ma non è possibile che nel 2018 si debba ancora assistere a queste scene disgustose e che non hanno ragion d’essere.

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