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giovedì, 20 Gennaio 2022

“Aperitivi musicali” al palazzo Venezia

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Claudia Camillo
Collaboratore XXI Secolo.

Questa mattina, alle ore 11:00, si è tenuto al Palazzo Venezia, splendida dimora d’epoca nel cuore del centro storico di Napoli, uno dei concerti del ciclo “Il Sabato degli Aperitivi Musicali”, diretto dal Maestro Luciano Ruotolo, che ha visto protagoniste le allieve dell’Accademia Musicale Europea, seguite dall’insegnante Romina Casacci, nata proprio all’interno del Palazzo Venezia. Successivamente allo splendido concerto, che ha visto susseguirsi opere liriche come “Vaga Luna” di Vincenzo Bellini o “Caro Nome”, aria della celebre opera “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, nell’incantevole scenario quattrocentesco del Palazzo Venezia abbiamo rivolto al Maestro le nostre domande.

Quale criterio è stato seguito nel selezionare le opere che abbiamo appena ascoltato?

«La giornata di oggi fa parte della rassegna “Eventi Musicali”, a cui hanno aderito le partecipanti del laboratorio dedicato al “Così fan tutte”: da novembre a maggio abbiamo strutturato questo laboratorio approfondendo solo quest’opera lirica. Dal momento che ci sarà una selezione dei partecipanti, abbiamo voluto dare ad ognuno di loro la possibilità di scegliere delle arie, dopo averle ascoltate, che ritenevano più vicine alla propria sensibilità e che non fossero necessariamente legate a Mozart. Gli allievi studiano con altri maestri che li seguono personalmente, dunque queste esperienze non si sono accavallate, ma si sono arricchite vicendevolmente, perché queste arie sono quelle che hanno approfondito con i loro insegnanti e ci teniamo, nell’ambito della chiarezza e della correttezza, a dare spazio a loro nella scelta finale.»

Qual è secondo lei lo stato attuale della cultura musicale a Napoli?

«Dal punto di vista culturale a Napoli è sicuramente in atto una battaglia giornaliera, perché all’interno delle scuole non si studia più musica come accadeva prima, e la musica invece è uno dei mezzi principali per crescere, da un punto di vista educativo, culturale e sociale, ci tengo molto a sottolinearlo. Quindi, visto che con la nuova riforma il conservatorio non è più quello di un tempo, manca quel passaggio, quella formazione, dei bambini che dalle medie accedono al Conservatorio. Quindi la creazione dell’Accademia Musicale, che ho voluto far nascere all’interno del Palazzo Venezia, nasce proprio per cercare di spingere verso un serio approfondimento musicale e nello stesso tempo creare occasioni di scambio: nella rassegna, strutturata da settembre a maggio, abbiamo voluto lasciare spazio ai giovani di talento. Abbiamo dato vita a dei ‘concerti illustrati’, dove anticipiamo delle guide all’ascolto prima dell’esecuzione e anche un inquadramento storico dell’autore che affrontiamo di volta in volta. I concerti illustrati vanno avanti già da due anni qui al Palazzo Venezia, con l’Accademia Musicale Europea, che gestisco io; con l’Associazione Palazzo Venezia Napoli; con la cooperativa SireCoop, e non ha un carattere prettamente didattico, ma divulgativo. Dal punto di vista delle proposte a Napoli c’è un livello associativo molto alto, sono tante le iniziative, ma ho una nota negativa da fare alle istituzioni: non ci sono finanziamenti adeguati, è tutto basato sull’autofinanziamento. A causa di questo è difficile far emergere talenti che, appunto a causa della mancanza di fondi, non riescono a farsi ascoltare.»

Pensa di poter proporre qualche soluzione per avvicinare i più giovani alla musica classica?

«Sicuramente sì, sempre con il format divulgativo. Secondo la mia opinione, per apprezzare un concerto, c’è bisogno di un allenamento nell’ascolto e nella concentrazione. Quindi spesso proponiamo dei programmi musicali non troppo lunghi dal punto di vista del minutaggio, e a questi programmi diamo delle introduzioni, anche con esempi pratici: inizio con il parlare della struttura, in modo non troppo didattico, faccio degli esempi pianistici e poi eseguo il brano. Come faceva Roman Vlad negli anni ’60 in Rai. Esiste anche un bel libro di Bernstein, un grande compositore e pianista, che si chiama “Giocare con la Musica” in cui ci sono delle guide all’ascolto. Il maestro sintetizza dei concetti difficili in modo molto accessibile, dando delle chiavi di lettura. Sicuramente un’altra proposta può essere far suonare ragazzi molto giovani, spronarli ed incentivarli ad avvicinarsi alla musica.»

Oltre al “Sabato degli Aperitivi Musicali” c’è anche qualche altro progetto organizzato per le scuole?

«Vorrei organizzare un laboratorio simile al “Così fan tutte” anche per i ragazzi nelle scuole. L’anno prossimo vorremmo affrontare due temi: le “Favole Musicali” e un’idea inedita, ispiratami da due miei piccoli allievi, che ancora non posso rivelare, per avvicinare i ragazzi all’Opera.»

Nel 2002 avete suonato al Conservatorio di Praga, rappresentando Napoli. Come ha vissuto quell’esperienza?

 «Nel 2002 ero ancora un giovane allievo e partecipai a Praga con altri due ragazzi. La cosa più importante credo sia questa: coinvolgere i ragazzi, motivandoli, spingendoli a suonare in pubblico, perché così, chiunque abbia una passione per la musica, è spinto a studiare di più, ad approfondire di più e a migliorarsi. L’esperienza di Praga è stata possibile grazie a uno scambio che facevano all’epoca i due Conservatori tramite selezioni interne. Un’aria che è stata cantata ora da un soprano è proprio una di quelle che accompagnai a Praga nel 2002, “Vaga Luna” di Bellini.»

Quali sono i vostri progetti futuri?

«Continuare la formazione all’interno dell’accademia, tramite i corsi di pianoforte che seguo personalmente. Infatti l’ultimo incontro del programma “Sabato degli Aperitivi Musicali” è dedicato proprio agli allievi dell’accademia. Dunque non solo continuare a rafforzare la parte formativa dell’accademia, ma anche formare un nuovo laboratorio lirico, proseguire con il corso di pianoforte e poi dare il via a dei corsi per bambini dai 3 ai 5 anni, con laboratori che li avvicinino alla musica. Stiamo cercando poi di espandere l’iniziativa a livello campano, creare collegamenti anche con altre città, ed inoltre collaborazioni con Enti del Nord Italia, con i quali sono in contatto. A Maggio suoneranno qui dei musicisti romani, quindi stiamo cercando di allargare il respiro non solo su Napoli, ma anche in tutta Italia.»

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