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domenica, 3 Luglio 2022

Anzianità: valgono i contratti a termine

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Mariapaola Ramaglia
Sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e in Economia Aziendale e sono Mediatrice Familiare. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che si occupano di difendere i diritti dei minori e sostenere famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.

I contratti a termine valgono interamente al fine degli scatti di anzianità: ecco quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 262/15.

Anche l’avv. Domenico Naso, Responsabile dell’Ufficio Legale Uil Scuola, ha commentato positivamente la notizia: “Evidenzio un’importante decisione adottata dalla Corte di Cassazione, sentenza n. 262 pubblicata il 12.01.15 in tema di contratti a termine”.

Questa sentenza sembra voler chiarire la questione più volte riproposta anche in sede di legittimità, per quanto riguarda l’esistenza o meno del diritto di un dipendente assunto ripetutamente a termine dallo stesso datore di lavoro di potersi vedere riconosciuta l’anzianità di servizio maturata e i conseguenti diritti patrimoniali riconducibili ai relativi scatti di anzianità. Questo nell’ipotesi di una dichiarazione giudiziale di illegittimità del termine e della conversione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

La Corte di Cassazione ha ricordato che l’articolo 1 comma 13 della legge 92/2012 “si interpreta nel senso che l’indennità ivi prevista ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive relative al periodo compreso tra la scadenza del termine e la pronuncia del provvedimento con il quale il giudice abbia ordinato la ricostruzione del rapporto di lavoro”. Perciò, “l’indennità è volta al ‘risarcimento‘ del lavoratore. Quindi concerne un danno subito dal lavoratore e cioè un danno derivante dalla perdita del lavoro dovuta ad un contratto a termine illegittimo, un danno da mancato lavoro”.

Anche per il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato, dunque, è stato stabilito che i lavoratori hanno il diritto di vedersi riconosciuta un’anzianità di servizio che effettivamente hanno maturato.

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