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Antonio De Marco, autore del duplice omicidio

Da poche ore è stato individuato l’assassino, autore del duplice omicidio. Antonio De Marco, 21enne studente di Scienze Infermieristiche, è stato coinquilino delle vittime per un breve periodo. Descritto dalle sue conoscenze come “timido, schivo e introverso”, dichiara di avere ucciso i due fidanzati – Daniele De Santis ed Eleonora Manta – perché erano “troppo felici“.

Dall’analisi del cellulare di De Santis sono state trovate diverse persone che avevano avuto a che fare con l’appartamento, tra le quali De Marco. In seguito a una sua nuova richiesta di locazione, Daniele aveva commentato in maniera ironica con la fidanzata, tramite messaggi, facendo trapelare che la precedente convivenza con lui era stata piuttosto problematica. Appena tre giorni prima, Antonio De Marco aveva pubblicato sul suo profilo di Facebook una frase “sospetta” sulla vendetta, alla quale aveva abbinato l’emoticon della risata: “È un piatto da servire freddo. È vero che la vendetta non risolve il problema, ma per pochi istanti ti senti soddisfatto”.

Il killer è stato identificato – successivamente alle numerose segnalazioni provenienti dal vicinato – anche grazie a una telecamera ad alta definizione, che lo ha ripreso mentre si stava allontanando dall’appartamento (del quale aveva chiaramente le chiavi). Il pluriomicida aveva programmato l’uccisione del ragazzo e della ragazza nel dettaglio. Si era munito di un coltello e di piccoli pezzi di carta sui quali aveva appuntato l’ordine da seguire per ripulire la scena del delitto. Il PM afferma che la premeditazione risulti “comprovata dai numerosi oggetti rinvenuti […], in particolare il cappuccio ricavato da un paio di calze di nylon da donna, le striscette stringi-tubi e appunto i cinque foglietti manoscritti sui quali era anche descritta la mappa con il percorso da seguire per evitare le telecamere”. La sua intenzione era quella di immobilizzare e torturare i due fidanzati, prima di poter togliere loro la vita, e infine lasciare una scritta sul muro con un messaggio per la città.

Il procuratore di Lecce, Leonardo Leone De Castris, ha spiegato che l’omicidio compiuto con efferatezza era stato, da tempo, organizzato nei minimi dettagli: “l’azione è stata realizzata con spietatezza e totale assenza di ogni sentimento di pietà verso il prossimo”. L’indole del reo confesso Antonio De Marco è descritta come “particolarmente violenta, insensibile ad ogni richiamo umanitario; nonostante le ripetute invocazioni a fermarsi, urlate dalle vittime, l’indagato proseguiva nell’azione meticolosamente programmata, inseguendole per casa, raggiungendole all’esterno, senza mai fermarsi”.