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venerdì, 21 Gennaio 2022

Annullato accordo Israele sui migranti

Netanyahu prima sospende poi annulla accordo con alto commissariato dell'Onu

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Sembrava tutto pronto per l’accordo da attuare la ricollocazione in Europa di 16.250 migranti eritrei e sudanesi che adesso vivono in Israele. L’annuncio del raggiungimento dell’accordo aveva scatenato un vespaio di polemiche poiché il premier israeliano aveva dichiarato di aver raggiunto un accordo con vari paesi europei, tra cui l’Italia, affinché accogliessero gli immigrati.

Notizia presto smentita dalla Farnesina, la quale ha categoricamente negato di aver raggiunto un accordo del genere con lo stato Ebraico. Davanti alla risposta seccata dei ministeri dei paesi citati da Netanyahu, quest’ultimo ha rettificato le sue dichiarazioni dichiarando che “erano solo un esempio di paesi verso cui potevano essere destinati i cittadini africani”.

 Dopo questa rettifica è giunta notizia dell’annullamento dell’accordo, motivata dal primo ministro come una decisione presa dopo una sua visita nel quartiere povero di Tel Aviv, dove è più alta la concentrazione dei migranti.

 Infatti, questa visita avrebbe reso Netanyahu sensibile di fronte alla richiesta degli abitanti del quartiere di espellere velocemente i migranti dal quartiere, poiché la loro presenza è fonte di forte disagio. Forte di questa richiesta, la decisione di annullare l’accordo, perché esso prevede che il totale ricollocamento dei migranti avvenga entro 5 anni, un tempo giudicato troppo lungo dai cittadini di Tel Aviv.

Resta il nodo da sciogliere legato al rispetto del diritto internazionale, con cui già Israele aveva avuto problemi in passato dopo aver dichiarato che avrebbe espulso i migranti in Ruanda, un paese che non garantirebbe il rispetto dei diritti umani.

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