ANM in sciopero venerdì 26 giugno. La metropoli più caotica d’Italia si prepara a un altro pomeriggio di ordinaria follia. Puntuale come la siccità d’agosto e le buche su via Toledo: lo sciopero dei trasporti a Napoli. Il sindacato Fisi ha proclamato un’agitazione del personale ANM metropolitana, funicolari e affini, uno stop di 4 ore dalle 12:45 alle 16:45.
ANM in sciopero, la città si blocca?
Quattro ore. Nel mezzo del pomeriggio. Come se a Napoli quel lasso di tempo non fosse già di per sé una finestra ad alto rischio per la mobilità urbana, indipendentemente da qualsiasi sciopero. La notizia, lo ammettiamo, non ha colto nessuno di sorpresa. Non i pendolari che a quest’ora hanno già aperto il cassetto dei piani B, non i turisti che dopo il terzo giorno in città cominciano a capire come funziona davvero il trasporto pubblico napoletano (spoiler: con molta filosofia e poca certezza degli orari), e tantomeno i tassisti, che già immaginano la mole di lavoro.
Nessun comunicato specifico
Il sindacato non ha diffuso comunicati particolarmente dettagliati sui motivi dell’agitazione, ma questo, nella tradizione degli scioperi napoletani, è quasi un dettaglio. I cittadini ormai hanno sviluppato un’allergia alla sorpresa e un’allergia altrettanto acuta alla metro che non arriva. O se arriva, arriva tardi.
Come prepararsi?
La raccomandazione ufficiale è di “pianificare con anticipo gli spostamenti”. Consiglio nobile, certamente. Peccato che a Napoli “pianificare con anticipo” significhi partire tre ore prima, portarsi delle scarpe comode, e accettare interiormente che potreste arrivare a destinazione in qualsiasi momento tra il vostro orario previsto e il crepuscolo.
Per chi ha un appuntamento irrinunciabile venerdì pomeriggio: c’è sempre la bici, c’è il motorino, per chi sa e chi può guidarlo, e, per i più temerari, c’è la buona vecchia camminata. In fondo, la città si conosce meglio a piedi.





