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sabato, 2 Luglio 2022

Angoscia abbandonica: come nasce la paura dell’abbandono?

Nel corso della vita è possibile confrontarsi con un senso di abbandono, in risposta a diverse situazioni. Alcune persone, però, si sentono costantemente attanagliate da un'angoscia abbandonica, che ne limita il benessere. Scopriamo di più.

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La paura dell’abbandono è tra le preoccupazioni più diffuse tra le persone che richiedono un intervento psicologico. Il timore di poter perdere la persona amata, con la quale si sono costruite sicurezze importanti, e quindi affrontare la solitudine.

Il senso di abbandono si verifica naturalmente nelle situazioni che prevedono una perdita: rientrano in questo ambito la perdita di un partner, di un amico e di tutte quelle figure che fanno parte della nostra sfera affettiva. Questo sentimento, in situazioni ordinarie, è seguito dall’elaborazione del lutto.

Al contrario, ci sono persone che si sentono spesso abbandonate, senza una reale ragione. Queste persone tendono ad interpretare i comportamenti altrui come segnali che predicono un abbandono. Le emozioni associate a questa situazione sono: rabbia, tristezza, angoscia, senso di vuoto, paura di perdere i propri legami, ed infine, un senso di disperazione.

Le persone che sperimentano queste emozioni, e che si sentono costantemente abbandonate, sono tendenzialmente fragili e sensibili ed interpretano ogni gesto o affermazione della persona amata, come la prova di un abbandono.

L’angoscia abbandonica può attivarsi anche in assenza di situazioni reali o disguidi, ed anche se la relazione in questione sta procedendo bene. Il sentimento di perdere il proprio partner, spinge queste persone a cercare delle prove che possano confermare le loro tesi. In questa ricerca, la persona vive un perenne stato di tensione, perché crede che, prima o poi, riuscirà a trovare le prove che cerca.

I soggetti che soffrono di angoscia abbandonica, finiscono per sabotare le loro relazioni, attuando comportamenti che possono aggravarne la situazione. La persona, temendo di essere abbandonata, evita di legarsi o di farsi coinvolgere sul piano emotivo. Se comincia un rapporto, cerca di distruggerlo, scegliendo una persona inaffidabile o esercitando un eccessivo controllo sull’altro.

Comportamenti difensivi

Coloro che soffrono di angoscia abbandonica possono manifestare comportamenti di rassegnazione, controllo o evitamento.

Nel comportamento di evitamento, la persona cerca di non legarsi emotivamente e conduce una vita solitaria. L’ansia dell’abbandono viene controllata mettendo in atto un atteggiamento poco affettuoso ed interessato all’altro. Questi comportamenti possono alimentare un senso di rifiuto nel partner, che potrebbe allontanarsi o chiudere la relazione.

I comportamenti di controllo verso il partner, sono finalizzati ad assicurarsi che non possa fare nulla di scorretto, come vivere una seconda relazione e, quindi, tradire. Assieme all’ansia abbandonica, si fa strada l’idea che possa accadere che possa danneggiare il rapporto, quindi diventa importante mostrarsi attenti.

In questo caso, però, il partner potrebbe sentirsi controllato ed oppresso; questo stato di cose potrebbe portare alla fine della relazione.

Nei comportamenti di rassegnazione, la persona si comporta come se fosse stata abbandonata. Quest’ultima si rassegna a questa sua convinzione, per fare in modo che il partner ponga fine a questo abbandono ipotizzato o reale. Tra questi comportamenti troviamo la cosiddetta scenata di gelosia.

Come si sviluppa l’angoscia abbandonica

In genere le persone con un sentimento abbandonico hanno attraversato, nel corso della vita, situazioni caratterizzate da abbandoni, distacchi improvvisi, perdite e assenza delle figure genitoriali o di figure importanti, durante periodi come l’ infanzia e l’adolescenza.

La fine improvvisa di un legame affettivo con una figura significativa, come un genitore, può avere delle ripercussioni importanti sulla persona, soprattutto rispetto alla formazione del sistema di valori; questo perché non è presente una figura di supporto che segua il soggetto durante lo sviluppo.

La persona, quindi, non sperimenta un senso di protezione, e non riesce a prendere decisioni da sola. In età adulta sviluppa un senso di insicurezza, bassa autostima,  necessita di continue conferme e gestisce male le situazioni stressanti.

Inoltre, sperimenta costantemente il timore che l’altro possa andarsene, proprio come è accaduto in passato. Tra le emozioni principali vi è un senso di inadeguatezza, accompagnata dalla paura di costruire relazioni disfunzionali nelle quali trattare male gli altri, per evitare che possano andarsene in futuro.

La persona può reagire con un forte senso di rabbia o disperazione ad ogni ipotesi di abbandono, oppure manifestare un’intensa depressione.

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