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lunedì, 4 Luglio 2022

Angela Iannotta trasferita a Napoli per un intervento di ricostruzione degli organi

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Angela Iannotta, la 29enne di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) in gravi condizioni di salute dopo alcuni interventi chirurgici per dimagrire, è stata trasferita nel tardo pomeriggio di ieri dall’ospedale di Caserta, dove era ricoverata dal 3 febbraio al Secondo Policlinico Universitario di Napoli. La donna si sottoporrà ad un complicato intervento di ricostruzione dell’esofago e di parte dell’intestino. L’operazione, che si svolgerà a metà o alla fine del prossimo mese di giugno, sarà eseguita dall’equipe guidata dal chirurgo Franco Corcione, ordinario dell’Università Federico di Napoli, coadiuvato dal collega Antonio Cittadini, direttore della Clinica Medica Universitaria dell’Università Federico II di Napoli.

L’obiettivo è provare a restituire ad Angela il minimo della funzionalità vitali. La 29enne infatti continua ad essere alimentata per via endovenosa, un estremo tentativo di tenerla in vita.

Caso Angela Iannotta, continuano le indagini

Proseguono intanto le indagini della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere diretta da Carmine Renzulli, che ha iscritto nel registro degli indagati il chirurgo bariatrico Stefano Cristiano, che ha operato due volte Angela con il by-pass gastrico, e altri medici delle due cliniche in cui sono avvenuti gli interventi (Villa Letizia de l’Aquila e Villa del Sole a Caserta). Gli inquirenti vogliono vederci chiaro anche sulle recenti dichiarazioni di Angela, che ha disconosciuto la firma apposta su alcuni documenti sanitari.

Per verificare la validità della firma i suoli legali Raffaele e Gaetano Crisileo hanno nominato nelle scorse settimane quale consulente grafologo di parte l’accademico universitario romano Alberto Bravo, presidente dell’Istituto di Grafologia Italiana. Sulla vicenda potrebbero poi muoversi le Asl di Caserta e quella de L’Aquila con lo scopo di accertare se le due cliniche private convenzionate potevano eseguire interventi chirurgici cosi complessi di chirurgia bariatrica sebbene non muniti di terapia intensiva e di rianimazione, come espressamente prevedono le linee SICOB in tema di accreditamento regionale.

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