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mercoledì, 24 Febbraio 2021

Andrea Orlando: al lavoro sul blocco licenziamenti

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Il governo Draghi inizia ad affrontare i primi problemi in attesa della fiducia definitiva. All’opera c’è il nuovo ministro del lavoro: Andrea Orlando

Sul piano di lavoro c’è un problema che preoccupa tutti: il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione.

La questione non è semplice, c’è chi si oppone ad una possibile proroga del blocco, come le imprese; e c’è chi invece giustamente supporta la scelta, come i sindacati.

Secondo i sindacati dei lavoratori, una volta terminato il periodo di blocco licenziamenti assisteremmo ad una strage di disoccupati, su larga scala. L’unico modo per evitare ulteriori complicazioni, dato che le risorse non lo permettono, sarebbe quello di prorogare il blocco almeno fino all’estate.

Nel frattempo il neo ministro del lavoro Andrea Orlando, domenica 14 febbraio, ha incontrato i sindacati che premono per una nuova proroga. Il 16 febbraio invece il ministro Orlando ha incontrato le aziende, queste invece premono per la fine del blocco dei licenziamenti, in modo da avviare processi di ristrutturazione e assumere giovani.

Un possibile piano, secondo i sindacati, consisterebbe dunque nell’arrivare all’estate con i sostegni esistenti( cassa integrazione e blocco licenziamenti), nel mentre varare riforme essenziali con ammortizzatori sociali, politiche efficienti e pensioni.

Si attendono aggiornamenti al riguardo.

In concomitanza con il blocco dei licenziamenti c’è anche il problema della cassa integrazione. Il 31 marzo scadranno le 12 settimane gratuite concesse dalla legge di Bilancio, e anche qui c’è da aspettare nuovi aggiornamenti. È possibile che venga presa in considerazione la proposta varata da un team di esperti, richiesta dal ministro del lavoro uscente Nunzia Catalfo nel governo Conte, che consisterebbe in una proroga della Cig ( cassa integrazione guadagni) d’emergenza di 26 settimane; con una novità però, in un primo momento la Cig sarà pagata dallo Stato, in un secondo momento invece dalla specifica contribuzione.

Strettamente legata alla Cig è la questione delle politiche attive. Sul tavolo di lavoro ci sono diverse questioni che necessitano urgentemente di una soluzione. Al neo ministro del Lavoro spetta l’arduo compito di migliorare la questione del reddito di cittadinanza, di rilanciare l’occupazione giovanile e femminile soprattutto, superare la rigidità del decreto Dignità e  proseguire la strada della riduzione di costo del lavoro. 

In particolare, il reddito di cittadinanza secondo Orlando dovrà necessariamente cambiare volto. È necessario rivedere innanzitutto le politiche di sostegno per le persone che si trovano in una situazione di povertà assoluta, per questo il reddito di cittadinanza non verrà cancellato, poiché rappresenta l’unica ancora di salvezza per molte famiglie, specialmente con figli a carico.

Resta tutto da vedere come agirà il ministro, nelle prossime settimane potremmo avere risposta alle nostre domande più temute.

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