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lunedì, 24 Gennaio 2022

Andare Oltre Onlus

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Il 12 ottobre, come ogni seconda domenica del mese, l’Orto Botanico di Portici ha aperto le porte ad un mercatino di prodotti tipici campani e biologici. L’iniziativa si chiama ‘Studenti in mostra’. Tra gli stand presenti, a catturare l’attenzione dei visitatori, vi era quello di Andare Oltre Onlus, ricco di marmellate artigianali, di invitanti torte fatte in casa e di piccoli prodotti artigianali.

Orto Botanico di Portici
Orto Botanico di Portici

Andare Oltre Onlus è un’Associazione nata a Portici nel gennaio del 1998 grazie ad un gruppo di genitori di ragazzi diversamente abili. L’associazione è anche iscritta all’Albo del Volontariato della Regione Campania a partire dal 2002. Il Presidente dell’Associazione è la Dottoressa Falcione, un’assistente sociale; mentre il vicepresidente è la Sig.ra De Benedictis. Uno degli obiettivi dell’Associazione è quello di tutelare i diritti dei ragazzi diversamente abili e offrire loro delle chances di integrazione che, altrimenti, non avrebbero. Infatti, i governi che si sono susseguiti in questi anni hanno fatto ben poco per assicurare ai portatori di handicap una vita dignitosa. Nata per sopperire alle mancanze degli enti locali, l’Associazione è diventata un punto di riferimento per le famiglie dei ragazzi diversamente abili di Portici e Ercolano grazie alle sue attività. I membri dell’Associazione hanno riscontrato che i ragazzi diversamente abili, soprattutto quelli autistici, riescono bene in tutte quelle attività legate alla terra e al cibo.

Abbiamo intervistato sia la Sig.ra Lina Esposito, che si occupa della parte burocratica dell’Associazione, che la vicepresidente, la Sig.ra De Benedictis.

A quali progetti ha partecipato e partecipa tutt’oggi l’Associazione?

«Noi come associazione siamo presenti all’Orto botanico perché abbiamo partecipato in passato, in partenariato con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ad un progetto di orticoltura sociale, fatto proprio nel Parco Gussone dell’Agraria, assieme anche alla Cooperativa Seme di Pace e all’Istituto Professionale Industria e Artigianato Enriques di Portici. Abbiamo vinto l’anno scorso un altro progetto ‘Mosaico della solidarietà’ al CSV (Centro di servizio per il volontariato – ndr) di Napoli. Abbiamo fatto laboratori di autonomia, cucina, arte e cura di sé. Tutti questi progetti hanno la finalità di tirar fuori dai ragazzi delle potenzialità e delle capacità, che magari non sapevano nemmeno di avere. Devo dire che con il laboratorio di cucina si sono viste delle cose straordinarie. Parlo per esperienza personale, perché ho un fratello diversamente abile. Adesso pela e taglia le patate, cucina gli involtini di melanzane. Vede? E’ comunque un rendersi utile anche nelle famiglie. E’ bene che loro si rendano utili. Quest’anno ci siamo accreditati anche presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ora gli studenti di Scienze Politiche possono fare tirocinio presso di noi e ricevere i crediti formativi previsti dal loro piano di studi. Facciamo anche parte di “Politiche sociali e progetti”, una rete di associazioni nata il 21 marzo 2014 sul territorio di Portici. Noi, all’interno di questa rete, facciamo parte della commissione disabilità. In questo modo siamo presenti anche presso gli enti locali».

Quali progetti avete in cantiere?

«Ora stiamo cercando di organizzare un altro progetto di orticultura sociale con l’associazione di Ercolano Sollievo e Radio Siani. Dobbiamo presentare la domanda entro il 31 ottobre e vedere se ce l’accolgono. Abbiamo visto che l’orticultura sociale permette ai ragazzi, soprattutto autistici, quindi ragazzi con disturbo pervasivo dello sviluppo, di sviluppare e realizzare una certa autonomia. Questo progetto potrebbe portare all’inserimento sociale e lavorativo delle persone disabili. E’ tutto ancora in fase sperimentale. Qualora il progetto venisse approvato, potremmo anche partire come progetto pilota per due anni. Il progetto pilota, dovrebbe partire su un terreno più piccolo, per poi realizzarlo in forma stabile su un terreno confiscato alla camorra più grande di 10.000 metri quadrati. Inizialmente dovrebbero essere inseriti 17 ragazzi con disabilità motorie e psichiche, di cui la maggior parte con disagio autistico. Verrebbero fatti anche dei laboratori di riciclo. Se va in porto, è una cosa molto grossa, anche a livello nazionale. Il Dipartimento di Agraria è sempre molto disponibile: il Preside del Dipartimento, il Prof. Masi, ci fornirebbe gratuitamente anche degli esperti per aiutarci. Incrociamo le dita».

Come raccogliete i fondi di cui avete bisogno?

«Questa è un tasto dolente. Pensi che noi non abbiamo neanche una sede perché non ce la possiamo permettere. Tutti i fondi sono destinati ai ragazzi e alle attività. I fondi li raccogliamo attraverso la vendita di piccoli oggetti di artigianato, di torte fatte in casa e di marmellate. Una parte dei fondi è destinata ai costi fissi che come Associazione dobbiamo sostenere, mentre l’altra parte va a finanziare i progetti e le attività che facciamo. Pensi che ci sono famiglie particolarmente bisognose e ragazzi che una famiglia non ce l’hanno proprio. Loro partecipano gratuitamente. Aiutarsi è anche questo».

Di che avete bisogno?
«Abbiamo bisogno di volontari, di qualcuno che possa dedicare ai nostri ragazzi qualche ora, anche per portarli a fare una semplice passeggiata. E’ già tanto».

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