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giovedì, 27 Gennaio 2022

Anche la musica uccide

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Una chitarra può uccidere: Lo ha ‘compreso’ sulla sua pelle James Gerety, vittima di James Paul Harris, entrambi amici nell’Illinois. Harris è stato ‘incastrato’ dopo circa tre anni dalla testimonianza dell’ex fidanzata: “l’assassinio è stato compiuto con le corde di una chitarra: sono servite a decapitare di netto Gerety”. La testa mozzata del defunto è stata ritrovata a circa 18 chilometri da casa, gelosamente conservata per perseguire macabri riti vodoo.

L’accaduto è piuttosto lontano da ciò che ci ha insegnato la letteratura italiana con il “Decamerone” di Boccaccio in Lisabetta da Messina: la giovane innamorata conserva la testa del suo defunto amore in un vaso, facendone crescere una pianta di basilico, i fratelli della protagonista infatti uccisero il di lei spasimante, e l’eroina del Boccaccio si reca di notte nel bosco per cercare il suo innamorato scomparso, di cui ritroverà solo il corpo senza vita. Gli taglia allora la testa e la custodisce con amore in un vaso, nella sua camera, innaffiandola tutti i giorni con le sue lacrime, finchè non crescerà una piantina di basilico.

A entrambe le storie però sembra vi sia un’atmosfera grottesca a fare da sfondo: stando alle ricostruzioni della polizia e degli investigatori scientifici, l’uccisore, James Paul Harris, dopo aver perpetrato il terribile omicidio, ha conservato dei resti del cranio di James Gerety per compiere dei riti vodoo, o semplicemente per parlarci ogni tanto. Una storia raccapricciante avvenuta nel Midwest degli States, dove, ancora una volta, non solo si è svolto un orrendo delitto, ma dove si è infranto quel dolce lieto fine che Boccaccio tentò di dare ad una triste storia d’amore.

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