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lunedì, 18 Ottobre 2021

Amy Winehouse, l’ultima soulsista

Il 23 luglio 2011 il mondo dava il suo addio a una delle artiste più amate e criticate della musica soul e non solo.

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<< La musica è l’unica terapia che ho a disposizione per trasformare i miei fallimenti in vittoria. >> – Amy J. Winehouse.

Forse è questa la miglior citazione per commemorare una delle tante stelle della musica con un’anima fragile, quasi chiosando i Pink Floyd.

Amy Jade Winehouse, cantautrice, produttrice, stilista e chitarrista britannica è stata l’ultima delle capostipite della musica soul internazionale .

Sono ancora milioni i fan della Winehouse sparsi in tutto il globo. Il suo ricordo, soprattutto la sua musica sono ancora vivi nei loro animi, ieri come oggi e come sarà, sicuramente, anche per i posteri.

Talento precoce arriva al debutto nel 2003 con l’album d’esordio “Frank“, in omaggio al padre, suo primo fan, che le fa ottenere un ottimo successo di critica e di mercato, infatti grazie alle copie vendute consegue il primo disco di platino.

Successivamente, nel 2006, viene pubblicato l’album “Back to Black” che con il suo singolo apripista “Rehab” diviene un tormentone a livello mondiale. Capolavoro moderno in cui tutti i generi della black music si abbracciano intorno alla sua rude e soave voce.

L’album è , ancora oggi, il più famoso della cantautrice britannica.

E grazie a questo album e al suo singolo di apertura che riceve cinque Grammy Award: Tre per Rehab, uno per Back to Black e uno nella categoria “Best New Artist“.

La sua strada sembrava sul punto di intraprendere un’altra direzione.

Ma quella dell’artista non è sempre stata una vita  del tutto semplice, a cui si aggiunge una fragilità interiore a tratti latente che la portano su una strada di droga e alcool.

La cantante, tra il primo e il secondo album, perde molto peso e successivamente dichiara di soffrire di disordini alimentari a cui si aggiunge come aggravante la tossico dipendenza e l’alcoolismo.

E fu proprio l’abuso di alcool che portò al suo decesso: la cantante fu ritrovata nella propria casa londinese, da sola e senza vita come annegata sul fondo di una bottiglia.

Amy oggi è semplicemente come vorrebbe essere ricordata, una voce sopra le nuvole di quel cielo grigio inglese che tanto detestava, ma, in cui tanto si rispecchiava.

 

 

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