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lunedì, 28 Novembre 2022

Amici dell’ambiente:dalle parole ai fatti

Tra il dire il fare un mare di motivi per evitare il cambiamento

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Essere amici dell’ambiente non è poi così semplice, soprattutto nell’ambito dei consumi.

Il nuovo rapporto ‘How Brands Can Embrace the Sustainable Fashion Opportunity’ (Come i brand possono accogliere l’opportunità della moda sostenibile), mostra che i consumatori di tutto il mondo sono sempre più attenti all’impatto ambientale e sociale dei prodotti di moda che acquistano: il 65% di loro dichiara di avere a cuore l’ambiente. Tuttavia, solo il 15% circa prende costantemente decisioni di acquisto per ridurre il proprio impatto, una percentuale che secondo alcune stime è destinata a salire al 50%.

Questa ricerca pubblicata da Bain&Company e da Wwf Italia ha preso in esame i comportamenti di circa seimila consumatori legati alla sostenibilità e alla moda. Coinvolti nello studio gli ‘shopping addicted’ di Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Amici dell’ambiente : la scelta del consumatore

Nella ricerca pubblicata da Bain e Wwf Italia  le categorie di consumatori identificate sono 5.

Al primo posto troviamo  i campioni della sostenibilità. Quelli, cioè, che sono molto attenti all’ambiente e acquistano regolarmente abbigliamento sostenibile. Le loro intenzioni e azioni sono allineate e questi consumatori sono disposti a pagare un prezzo maggiorato molto significativo (84%) per accedere a prodotti sostenibili.

Al secondo posto troviamo gli idealisti. Compratori che appartengono principalmente alla generazione dei Millennial, nati cioè tra il 1981 e il 1996, che mostrano un alto livello di preoccupazione per l’ambiente, ma non acquistano quasi mai prodotti di moda sostenibili.

Al terzo posto si posizionano i buoni cittadini: principalmente millennial e consumatori della generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) che di solito raccolgono informazioni sulla sostenibilità di quello che acquistano in negozio, dai social media e dai siti web dei brand. Sono disposti a pagare un sovrapprezzo del 64% per i prodotti sostenibili.

Meno virtuosi, per questo messi al gradino più basso della classifica, i consumatori della Gen X (nati tra il 1965 e il 1980) e più anziani che di solito acquisiscono informazioni sulla sostenibilità di quello che acquistano dai venditori in negozio e dal passaparola. Questi sono disposti solo a  volte ad adottare comportamenti sostenibili.

Fanalino di coda  i consumatori indifferenti che non si preoccupano della sostenibilità e raramente ne tengono conto nelle loro decisioni di acquisto.

Acquisti poco sostenibili : perché?

Nonostante la volontà di essere amici dell’ambiente spesso bisogna scontrarsi con la realtà di prezzi più alti e poca scelta tra i prodotti.

Senza contare che è difficile distinguere un capo green da un prodotto meno sostenibile.

Tuttavia il cambiamento è inevitabile e sempre più brand stanno lavorando per venire in contro all’esigenze dei consumatori e dell’Ambiente.

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