Amazon e i braccialetti tecnologici. Bufera in Italia

Un recente caso di questo tipo, e che ha fortemente creato scalpore, è la questione che ha visto protagonista Amazon, l’azienda di commercio elettronico statunitense, che ha sede a Seattle.

Amazon

La tecnologia avanza ed i colossi del mercato internazionale sfruttano, quanto più possibile, le nuove risorse tecnologiche, per stare sempre al passo con i tempi ed ottimizzare il lavoro.

Un recente caso di questo tipo, e che ha fortemente creato scalpore, è la questione che ha visto protagonista Amazon, l’azienda di commercio elettronico statunitense, che ha sede a Seattle.

Il colosso ha pensato di assegnare, a tutti i suoi dipendenti, dei braccialetti “intelligenti” che abbiano la funzione di mostrarne le attività per velocizzare le tempistiche in magazzino e, in caso di errori, di segnalare al dipendente la mossa sbagliata tramite delle vibrazioni. È evidente che si tratta di una suprema forma di controllo che comporterebbe una violazione della privacy del lavoratore.

Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma la sola ipotesi di un’attuazione del progetto ha richiamato l’attenzione degli esponenti della politica italiana e ha scatenato forti perplessità.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, si dichiara fortemente contraria ed allibita dal progetto: “Si commenta da sola”. Anche Annamaria Furlan, la segretaria generale della Cisl, si è espressa, calcando sul principio di tutela e rispetto del lavoratore: “È evidente che ci vuole ancora tanto lavoro per affermare in ogni dove che il lavoro deve avere dignità e rispetto per le persone”.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, durante l’incontro tenutosi a Roma, al Mise, insieme ad una delegazione del colosso, si è categoricamente rifiutato di avallare la proposta di Amazon.

Così si è espresso:  “Ho spiegato ad Amazon che gli unici braccialetti che facciamo in questo paese sono quelli che produce la nostra gioielleria. Gli ho spiegato, e loro del resto hanno capito, che una cosa come quella, che non è in uso ma è stata brevettata in Italia non ci sarà mai”.

Ciò che preme è puntare non tanto alla quantità, ma alla qualità dei prodotti e alla tutela dei dipendenti. “Gli investimenti non possono rappresentare da soli l’obiettivo ma devono essere investimenti che prevedano la qualità del lavoro e non solo la quantità”. Della stessa opinione è anche il premier Paolo Gentiloni: “È facile declamare sui temi del lavoro, ma la sfida è il lavoro di qualità e non il lavoro con il braccialetto”.

Dopo tutte le critiche mosse contro l’azienda, quest’ultima si è “difesa” e, in una nota, così si è espressa: “Questa idea, se e quando dovesse essere implementata in futuro, verrà fatto nel pieno rispetto delle leggi e delle norme, con il solo obiettivo di migliorare il lavoro di ogni giorno dei nostri dipendenti nei centri di distribuzione”. È indubbio comunque che sia un momento altamente positivo per l’azienda, che chiude il quarto trimestre con cifre record sopra le attese degli analisti.

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