Alluvioni: L’Italia ora rischia grosso.

Con le ultime mareggiate ed alluvioni, che hanno devastato il nostro territorio e messo al tappeto l’intera popolazione, ad oggi l’appellativo di “bel paese”, sembrerebbe essere una rimembranza assai remota, nonché un vago ricordo custodito tra i cassetti della nostra infanzia.

L’ultimo ed increscioso episodio si è verificato a Casteldaccia, un piccolo comune nel palermitano, in cui a perdere la vita sono state altre 9 persone, che si aggiungono inesorabilmente al folto registro di tutti coloro che sono deceduti in tali circostanze.
Se negli anni scorsi era pura contingenza, un caso isolato o un fenomeno temporalesco occasionale, ad oggi con l’avvenuto mutamento climatico, tali episodi si stanno intervallando con una certa frequenza, colpendo non solo le aree più a rischio ma tutta l’Italia.

Infatti secondo i dati raccolti dalla Protezione Civile risalenti all’ultimo ventennio, sarebbero circa 450 persone ad essere morte a causa delle condizioni meteo avverse, di cui circa 160 di queste sono venute a mancare per via di un dissesto idrogeologico avvenuto per le piogge copiose, che imperversarono su Sarno e Bracigliano in un terribile 5 maggio datato 1998.
Una sciagura già annunciata si scatenò sul messinese nel 2009, in cui morirono 36/37 persone a causa di uno smottamento, che interessò più specificamente l’area boschiva di Giampilieri Superiore e Scaletta Zanclea.
Un’altra zona fortemente a rischio è quella costituita dalla Piana Ligure, in cui per via di un alluvione avvenuta nell’ottobre del 2011, morirono 13 persone.

Anche la Sardegna nel 2013 non ha trascorso tempi migliori, anch’essa pesantemente condizionata dalle incessanti precipitazioni e da un flusso di correnti marittime che intaccarono le coste sarde, tra le città maggiormente coinvolte ricordiamo Olbia e Nuoro, tra il cospicuo numero di sfollati si registrarono inoltre 18 vittime.
Questi sono tra gli episodi più rappresentativi che definiscono climaticamente il quadro triste del nostro stivale, ad oggi molti siti disastrati dalle piogge torrenziali, non sono stati ancora ripristinati del tutto, l’Italia a distanza di molti anni è ancora il soggetto scenico nonché il teatro della forza inarrestabile di “madre natura“.

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