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martedì, 18 Gennaio 2022

All’estero si guadagna di più

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“Vado all’estero per lavorare” è questa la frase comune tra i giovani. Complice la crisi, sono sempre più i giovani italiani che guardano all’estero come un approdo lavorativo. Secondo i dati dell’ISFOL, l’istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, i dottori di ricerca che decidono di andare a lavorare all’estero guadagnano in media il 50% in più di chi rimane in Italia.

Lo studio, elaborato su 5mila persone divenute dottori di ricerca nel 2006, attesta che il reddito medio netto annuo dei dottori italiani è di 20.085 euro. Chi è andato all’estero guadagna circa 10mila euro in più. E chi si è spostato sul territorio nazionale guadagna più di chi non si è mosso mai, neanche dalla propria regione. Il paragone degli stipendi è impietoso: chi resta in Italia, e nella propria regione di origine, guadagna mediamente 19.180 euro annui. Chi rimane in Italia, ma si sposta dalla propria Regione, guadagna 20.524euro; e poi c’è chi lavora all’estero, dove mediamente si guadagnano 29.022 euro, lo scarto è enorme: 9.842 euro in più.

Chi ha intrapreso un dottorato in medicina e farmacia guadagna il 7% in più della media, a differenza di chi ha compiuto studi umanistici e psicosociali, per chi ha un contratto a tempo indeterminato il guadagno aumenta dell’11%. Fattore determinante è anche l’esperienza lavorativa, chi ha lavorato prima del dottorato ha mediamente la possibilità di guadagnare il 17% in più. Fattore negativo invece è il gap sessuale, che come specchio della società si riversa anche nel mondo del lavoro, creando una disparità di genere: secondo i dati i dottori di ricerca di genere maschile guadagnano un quinto più di quello femminile, con una retribuzione maggiore del 19,6%.

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