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giovedì, 20 Gennaio 2022

Allarme: in aumento il lavoro nero

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

Tema attuale, molto chiacchierato l’argomento che riguarda il lavoro nero. Stupefacente, quasi inaspettata è la notizia che per una volta non rilega l’Italia tra i Paesi di esempio negativo: Il Belpaese non risulta essere tra quelli maggiormente colpiti dal fenomeno.

Al primo posto la Grecia, con una percentuale del 30%; solo un punto in meno per l’Olanda, che si classifica al secondo posto con il 29%; al terzo la Lettonia con il 28%. Seguono poi: Danimarca e Malta con il 23%; Slovenia 22%; Repubblica Ceca 19%; Slovacchia 17%; Bulgaria, Svezia e Cipro con il 16%. Il Belgio si classifica con una percentuale del 15%; Lituania, Austria e Lussemburgo 14%; Estonia e Italia 12%; Ungheria e Finlandia 11%; Irlanda, Portogallo e Romania 10%.

I Paesi più virtuosi risultano essere invece la Francia, con una percentuale del 9%; Spagna e Regno Unito 8%; Germania 7% e la Polonia del 5%. Da tener presente che l’indagine svolta non ha tenuto conto delle attività illegali praticate nei vari Paesi, e il lavoro nero sembrerebbe riguardare particolarmente settori quali l’edilizia, la manutenzione e quello dei lavori domestici. Il dato è allarmante, ma tali illeciti sono legati principalmente alle tasse sul lavoro che sono molto alte e che non permettono ai datori di lavoro di stipulare contratti in regola.

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