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domenica, 23 Gennaio 2022

Alla riscoperta della Reggia di Caserta

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

In occasione della 21esima edizione del Maggio dei Monumenti molte città campane accoglieranno milioni di turisti che giungeranno per visitare le grandi bellezze presenti sul territorio. Tra queste indubbiamente figura la Reggia di Caserta, storica dimora della famiglia Borbone e considerata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Si tratta della più grande residenza reale al mondo, voluta da re di Napoli Carlo di Borbone su modello della Reggia di Versailles e costruita dall’architetto Luigi Vanvitelli.

Il 20 gennaio 1752 fu posta la prima pietra, ma l’opera fu definitivamente completata nel 1845. Si tratta dell’ultimo capolavoro del periodo Barocco, un Palazzo costituito di 1200 stanze; 1742 finestre e 34 scale. Se lo si osserva dall’alto, l’edificio mostra quattro ampi cortili interni delimitati da un corpo centrale a forma di croce. Fu inizialmente progettato per avere due facciate uguali: una sulla piazza d’armi e l’altra sui giardini, la statua di Carlo sul timpano e la cupola invece non furono mai realizzate. La pianta del Palazzo è rettangolare e l’area interna è divisa in quattro parti. All’ingresso dell’edificio domina lo Scalone, largo circa 18,50 m e comprendente 117 gradini in pietra. In cima alla prima rampa sono posizionate due statue raffiguranti due leoni e il cui significato è fare da guardia: simboleggiano quindi la “forza della ragione” e la “forza delle armi”. Gli affreschi sotto la volta dello scalone rappresentano invece “Apollo e le Muse” e sui medaglioni in basso “Le Quattro Stagioni”. Nel vestibolo superiore è collocata poi la Cappella Palatina, decorata con marmi e stucchi. L’altare era stato progettato per essere costruito in marmo, ma fu provvisoriamente creato in legno con decorazioni in finto marmo. Gli Angeli di marmo di Carrara posti sopra l’altare sono stati scolpiti da Gaetano Salomone ma alcune colonne appaiono danneggiate. Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, la Reggia è stata bombardata e un ordigno cadde sulla Cappella il 24 settembre 1943 distruggendo anche tre dipinti. Tra le diverse sale presenti all’interno del Palazzo va senza dubbio segnalata la Sala degli Alabardieri che veniva utilizzata come ingresso. Sopra le porte sono inserite 8 nicchie con all’interno presenti busti femminili rappresentanti l’allegoria delle arti e delle discipline. Altra importante sala è il Salone delle Guardie che presenta dodici aperture bianco e oro e su ognuna sono collocate bassorilievi rettangolari raffiguranti vari episodi relativi alle guerre puniche. Successivamente, avanzando nel Palazzo ci si imbatte nel Salone di Alessandro, considerato l’anticamera del regno perché posto al centro di due rami da cui si sviluppa poi la parte anteriore. A sinistra si accede all’Appartamento Vecchio, quello abitato dalla Regina Carolina e da Re Ferdinando IV; a destra invece, è posto l’Appartamento Nuovo dove hanno vissuto Gioacchino Murat e Re Francesco II. Attraverso quest’ultimo è possibile accedere alla Sala di Marte, ambiente caratterizzato da una pianta quadrata e in cui si possono ammirare stucchi di soggetto mitologico. Nella Sala di Astrea domina l’oro, su due caminetti di marmo di Carrara bianco sono raffigurati: Ercole con Astrea, dea della Giustizia e la personificazione delle dodici province del regno. Dotata di grande bellezza è la Sala del Trono sulla cui volta è presente l’affresco che riproduce la cerimonia della posa della prima pietra della Reggia. Si tratta della Sala del Consiglio in cui il busto di Francesco I e della moglie, Maria Isabella di Spagna arredano la sala e sul soffitto si trova l’affresco raffigurante “Minerva che premia le arti e le scienze”. E’ possibile imbattersi inoltre, in quattro stanze dedicate ognuna a una stagione: la Sala della Primavera; la Sala dell’Estate; la Sala dell’Autunno e la Sala dell’Inverno. Al di fuori di esso si estende in vasto Parco che occupa una superficie di circa centodieci ettari di terreno. Fu concepito come un Giardino all’Italiana, con vaste distese di prati verdi e viali, solo successivamente fu inserita la cascata. Le fontane e la cascata sono alimentate dall’acquedotto Carolino, ultimato nel 1762 che parte del Monte Taburno per poi arrivare alla cascata del Parco formando lo spettacolare gioco di vasche e fontane che hanno forma di statue d’ispirazione mitologica. Sulla destra del Parco, di fianco alla Fontana di Diana si trova l’ingresso di un magnifico giardino: il Giardino Inglese, luogo particolare sia per la struttura architettonica e sia per la tipologia botanica presente che gli dona particolare prestigio.

La Reggia di Caserta è universalmente riconosciuta e considerata oggi il fiore all’occhiello della città, infatti, per i visitatori sono stati inseriti alcuni percorsi per poter scegliere i luoghi da visitare in base ai propri personali interessi. Il percorso A comprende la visita all’agli appartamenti, al presepe, Pinacoteca e Cappella Palatina; il percorso B prevede la visita della Quadreria; il percorso C offre la possibilità di visitare previa prenotazione la volta ellittica che sovrasta lo Scalone e infine; il percorso D presenta le Arti decorative a Palazzo. La Reggia è una meta unica e in occasione di questo “Maggio dei Monumenti” sarà possibile tuffarsi alla scoperta di un passato che testimonia la ricchezza della nostra terra.

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