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giovedì, 6 Ottobre 2022

“Alimentiamo la memoria”, XXI SECOLO all’EXPO 2015 (reportage video)

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Davide Franciosahttps://www.21secolo.news
27 anni, poliedrico, sensibile, napoletanissimo. E' Compositore video-grafico e operatore di comunicazione sociale. Malato di "teatrite acuta", appassionato di cinema, musica, lettura e scrittura creativa, ha l'Africa nel cuore. Sogna di diventare editore e un teatro tutto suo.

Presentato all’EXPO 2015 di Milano il reportage prodotto dal XXI SECOLO nato da un’idea dell’Associazione Culturale S/Carte e realizzato nell’ex Ospedale Psichiatrico di Napoli “Leonardo Bianchi”. “Alimentiamo la memoria” racconta la storia di un luogo divenuto centro di ricovero e cura tra i più moderni e spaziosi d’Europa, ma anche polo di cultura e ricerca internazionale ricco di preziose testimonianze che meritano di essere ricordate e valorizzate.

Fotografie Paola Aucelli - tutti i diritti all'autore www.animaefoto.comL’ex complesso ospedaliero, situato lungo la Calata di Capodichino, accoglieva malati di mente e con disturbi psico-fisici vari, compito che sino al 1519 nel Regno di Napoli era dell’Ospedale degli Incurabili. Oggi l’ex istituto, intitolato al suo primo direttore e famoso neurologo psichiatra e parlamentare Leonardo Bianchi, nei suoi 220mila mq di cui 85 al coperto in 54 edifici, ospita solo un ufficio amministrativo della Regione e un vastissimo archivio che custodisce faldoni e documenti dei malati che hanno vissuto dal 1909 fino agli anni ’80. Il reportage condurrà lungo i grandi corridoi in marmo, tra le arcate, le stanze, i laboratori, le scale protette da gabbia e grate di ferro che ancora oggi sono in grado di far percepire tutto il dolore e la follia che abitavano questi luoghi.

Abbiamo intervistato i protagonisti che hanno permesso la realizzazione del documentario.

Mauro Maurizio Palumbo, regista di “Alimentiamo la memoria”. Di cosa si occupa e com’è entrato a far parte del progetto?

Fotografie Paola Aucelli - tutti i diritti all'autore www.animaefoto.com«Mi occupo di regia e direzione teatrale, ma anche di rievocazioni storiche e performance di teatro e danza. Sono stato coinvolto nel progetto dallo scorso febbraio, avendo preparato per il Polo Archivistico una rievocazione di personaggi storici, ovvero persone tratte dalle cartelle custodite in questi archivi. Da qui, poi, è nata l’idea della partecipazione a Expo con una performance filmata che riporti alla luce la storia e la memoria oltre che proposte per il futuro dell’ex manicomio Leonardo Bianchi».

Dal teatro al docufilm: quali le differenze espressive ha riscontrato?

Fotografie Paola Aucelli - tutti i diritti all'autore www.animaefoto.com«Il teatro è totalmente diverso dal cinema, ma l’approccio è stato abbastanza tranquillo avendo avuto già esperienze di questo tipo. La differenza è che nel teatro si creano legami e sinergie diverse con il pubblico in modo diretto, mentre con il cinema sono protagoniste le giuste immagini e non gli attori, cambiando dunque la prospettiva del contenuto e del messaggio che si vuole trasmettere».

Come ha preparato gli attori alle riprese?

«In realtà il taglio è uguale, ma abbiamo preparato gli attori proprio come se fosse in un teatro e di arrivare in modo diretto anche attraverso le immagini di un documentario filmato. Lo stile, il taglio di questa direzione, è stato quello di ricreare una sorta di dimensione nella quale lo spettatore si ritrovi immerso dentro».

Nuova stagione teatrale, cosa ha in programma?

Fotografie Paola Aucelli - tutti i diritti all'autore www.animaefoto.com«Abbiamo un ricco programma di progetti, perché oltre all’ex Ospedale Psichiatrico abbiamo un’intesa con il Ministero dei Beni e delle attività per il Turismo per spettacoli e performance nei musei napoletani, tra le quali le giornate europee del Patrimonio promosso dal Mibact. Speriamo di vivere una bellissima e nuova stagione!».   

Paola Aucelli, fotografa e collaboratrice su napoliflash24 sul quale è possibile trovare tutti gli eventi dell’ex manicomio da lei pubblicati. Com’è entrata a far parte di “Alimentiamo la memoria”?

«Da Gennaio di quest’anno, collaboro con il Leonardo Bianchi come fotografa eventi, ed anche per Expo 2015 sarò ufficialmente la loro Reporter. Per il video ho girato scene e fotografato la struttura, le anime che l’hanno ripopolato durante gli eventi in questi mesi».

La sua non è una semplice passione per la fotografia. Ci racconti che rapporto ha con l’arte di raccontare con le immagini.

Fotografie Paola Aucelli - tutti i diritti all'autore www.animaefoto.com«La mia fotografia è nata visceralmente ed istintivamente 4 anni fa. Ho iniziato, ma tutt’ora è una delle mie passioni, con la” street photography”, ma in questi anni la mia fotografia si è evoluta anche verso la “teatralità”. La fotografia deve esser “posseduta” da un’anima, ed inevitabilmente riporto la mia, e quella del soggetto che fotografo, cogliendo anche un attimo irripetibile . Di rado scatto fotografie paesaggistiche ma comunque devo suscitare un’emozione ed avere degli elementi che ne fanno unica quella foto rendendola irripetibile».

Che emozioni si provano a ricercare e catturare sfumature e particolari in un ambiente come l’ex Ospedale Psichiatrico di Napoli?

Fotografie Paola Aucelli - tutti i diritti all'autore www.animaefoto.com«In questi mesi al Leonardo Bianchi, ho visitato parti della struttura abbandonate e fatiscenti, fotografare il degrado, lo shock sarebbe stato facile. Io ho cercato invece angoli dove la vita si è fermata al giorno della chiusura immaginando la vita preesistente carica di emozioni e dolore. Ho cercato “La luce” quella che irrompe nelle stanze squarciando il buio, gli artisti che rievocano le anime dei pazienti del ex manicomio. Fare questo viaggio mi ha emozionato e mi ha arricchito di una nuova luce che influenzerà anche i miei lavori futuri. Infatti ho girato il mio primo cortometraggio all’interno della struttura che presto verrà pubblicato su youtube, intanto è in gara per un concorso di videoart.

Da giovane campana, che consiglio sente di dare a chi studia e investe la propria vita per amore della fotografia e che per questo, ricerca modi sempre più originali per valorizzare e proprie radici?

«Se avessi una macchina del tempo tornerei indietro e rifarei i miei percorsi scolastici indirizzandomi sulle arti visive, quali fotografia, e cinema. Avere basi tecniche e teoriche è importante però non basta a far buone fotografie, a trasmettere qualcosa. I ragazzi che vogliono “fotografare” devono mettersi in discussione, leggersi dentro e creare qualcosa che porti il proprio IO nel proprio lavoro, quindi carattere, coraggio e determinazione ma soprattutto tanta passione per il proprio lavoro. Si incontreranno momenti difficili ma bisogna rimanere attivi e positivi. Ideare, proporre, portare anche le proprie radici nei viaggi che si intraprenderanno. Io sto ancora viaggiando e non so dove andrò e cosa mi riserverà il futuro ma la mia Anima&Foto sarà sempre con me perché sono io e questo nessuno me lo può togliere, #paolagogogo».

Dott.ssa Elena De Rosa, Psicologa, Psichiatra e Musicoterapeuta – Distretto 33 dell’ASL Napoli 1 Centro. Lei ha una grande esperienza sul tema centrale del progetto, a tal proposito ha scritto anche una bellissima poesia “Leonardo Bianchi”

Fotografie Paola Aucelli - tutti i diritti all'autore www.animaefoto.com«Si, ho lavorato circa 25 anni sulla salute mentale sul territorio di Scampia, occupandomi ancora oggi di prevenzione, perché guardando gli effetti deleteri per la personam per la famiglia e per la società dei disturbi psichici e psichiatri gravi, ho ritenuto opportuno guardare proprio alla promozione e prevenzione della salute mentale ai ragazzi, a riconoscere quindi precocemente dei segnali di disagio. Questo desiderio è nato in me proprio guardando il disturbo psichiatrico e occupandomi di pazienti schizofrenici gravi. Molti di questi pazienti erano prima internati all’interno degli Ospedali Psichiatrici, e sono tornati sui territori proprio in occasione della dismissione di questi Ospedali, uno tra questi proprio il Bianchi».

Ha avuto modo di collaborare anche con il Bianchi?

«Non ho collaborato direttamente proprio perché mi sono occupata della nuova utenza psichiatrica, e della riabilitazione di questi pazienti internati nell’ex Ospedale Psichiatrico. Molti di loro sono arrivati sul territorio, e con loro ad esempio ho iniziato dei progetti di musicoterapia, perché attraverso le arti e sopratutto la musica, i suoni e la memoria sonora, è possibile recuperare degli elementi sani di personalità disastrate e in qualche modo alienate all’interno di questi percorsi terrificanti all’interno dei manicomi».

In “Alimentiamo la memoria” lei offre la sua professionalità ed esperienza proprio grazie alla musica…

Fotografie Paola Aucelli - tutti i diritti all'autore www.animaefoto.com«E’ stato un felice incontro. Sono molto affezionata agli ospedali psichiatrici, perché credo che noi li possiamo trovare delle soluzioni, proprio recuperando la memoria, guardando quello che è successo nel bene e nel male. Quindi questa mia vicinanza è sempre stata una possibilità per me di tenere un ponte tra il passato e il presente ed anche il futuro, perché immagino in prospettiva, laddove ci siano delle menti sane e oneste all’interno delle strutture sanitarie, su questo potrei diventare polemica ma in questo momento non voglio, è possibile creare dei percorsi di recupero parziale, relativo e talvolta anche totale di alcune situazioni».

Quanto è importante per il territorio recuperare e valorizzare strutture così grandi e importanti prima che vadano perse tra burocrazia e abbandono?

Fotografie Paola Aucelli - tutti i diritti all'autore www.animaefoto.com

«La burocrazia è una nemica incredibile delle strutture sanitarie. Certo, i manicomi sono stati delle vere e proprie cittadelle, delle cittadelle di vita dove ancora oggi forse sarebbe possibile recuperare degli spazi e restituirli al territorio, creare un respiro un osmosi tra quello che c’è dentro, quello che c’è stato e quello che c’è fuori, Forse molte persone non conoscono neanche. Ecco perché è così importanti lavorare alla prevenzione e dare anche uno spazio ai bambini all’interno di queste strutture. Io credo che l’importanza di queste realtà è forte, da vari punti di vista. Non dimentichiamo che sono anche dei polmoni verdi della città: noi abbiamo sia il Frullone che il Bianchi che sono parchi meravigliosi. A Roma il Santa Maria della Pietà è stato in qualche modo recuperato come uffici dell’Asl, ma anche come parco all’interno del quale si possono realizzare dei progetti anche artistici. Ho in animo di realizzare proprio dei laboratori di arte e di musica per la cura, proprio riabilitando il senso di manicomio: no struttura chiusa ma ma struttura aperta, che proponga un respiro nuovo alla città».  

Voce Narrante: Dott.ssa Anna Sicolo, Direttrice PAS

Musiche: Dott.ssa Elena De Rosa, Distretto 33 ASL Napoli 1 Centro

Montaggio: Edoardo Bonavolta – Fotografia: Paola Aucelli

Regia: Mauro Maurizio Palumbo 

Fotografie articolo PAOLA AUCELLI © – tutti i diritti all’autore www.animaefoto.com 

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