21.6 C
Napoli
giovedì, 26 Maggio 2022

Alessandro Maja ha confessato l’omicidio di moglie e figlia: “Io schiacciato dai debiti”

Da non perdere

“Mi sentivo un fallito, responsabile di non poter garantire lo stesso tenore di vita alla famiglia in futuro”. Così Alessandro Maja, 57 enne designer milanese, ha raccontato al Gip di Busto Arsizio Piera Bossi il motivo della follia omicida che ha porta all’uccisione della moglie Stefania Pivetta, 56 anni, la figlia Giulia, 16 anni, e all’aver colpito il figlio maggiore Nicolò, ferendolo quasi a morte, il 4 maggio scorso nella loro villetta di Samarate, senza “sapere come sia potuto succedere”. Dal suo letto del reparto di psichiatria dove è ancora ricoverato dopo il trasferimento dal carcere, il professionista ha ammesso le sue responsabilità e spiegato il brutale omicidio della moglie e della figlia con “l’ossessione per i debiti”.

Confessione Alessandro Maja: gli eventi ricostruiti dal killer

“Mi sentivo un fallito, responsabile di non poter garantire lo stesso tenore di vita alla famiglia in futuro, ma non so perché ho agito così”, ha riferito al giudice, confuso ma allo stesso tempo lucido nel ricordare quella drammatica notte. Maja ha ripercorso la serata in famiglia, la cena, i piatti che ha lavato lui stesso a mano. Poi, sempre secondo la sua versione dei fatti, quando tutti sono andati a dormire, Giulia e Nicolò nelle loro camere e Stefania sul divano, lui ha iniziato a vagare per casa. Ha proseguito la ricostruzione dei fatti, rispondendo alle domande degli inquirenti, dettagliando la sequenza con la quale ha aggredito la sua famiglia: prima la moglie, poi la figlia e infine Nicolò, senza prima sedarli.

Richiesta la perizia psichiatrica

Un delitto d’impeto per la difesa che ha già chiesto che il 57 enne venga sottoposto a perizia psichiatrica. Un duplice omicidio e un tentato omicidio che corrono sul filo della premeditazione per l’avvocato dei Pivetta, Stefano Bettinelli, il quale sostiene che “se ci si sente oppressi dai debiti, come spesso accaduto, ci si uccide ma non si ammazza la famiglia”. Quel perché mancante, quel “non so come sia potuto accadere” è il tassello mancante per dare un senso alla strage della famiglia Maja.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli