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venerdì, 27 Maggio 2022

Albertini si candida a presidente FIGC

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Giornata importante quella di oggi per il futuro della FIGC. Demetrio Albertini, ex vicepresidente federale, ha convocato una conferenza stampa per le 16.30 in un hotel milanese, in cui annuncerà la sua candidatura come presidente della Federcalcio. Domenica infatti scadrà il termine ultimo per la presentazione delle candidature mentre per aspettare il risultato delle elezioni si dovrà attendere l’11 agosto. Allo stato attuale delle cose, se non dovessero esserci sorprese dell’ultim’ora si profila un testa a testa tra Albertini e Carlo Tavecchio, numero uno della lega nazionale dilettanti.

Carlo Tavecchio, presidente della lega nazionale dilettanti
Carlo Tavecchio, presidente della lega nazionale dilettanti

Dopo la fallimentare esperienza brasiliana della nazionale e le conseguenti dimissioni di Abete e Prandelli, il calcio italiano sta vivendo il suo anno zero. Senza un commissario tecnico e senza un presidente federale, la situazione attualmente non sembra delle più rosee. Inoltre si è venuta a creare una vera e propria spaccatura all’interno del calcio di casa nostra per quanto riguarda proprio l’elezione del nuovo numero uno della FIGC. Il fronte a favore di Tavecchio è capitanato da Galliani (Milan) e Lotito (Lazio), oltre ai rappresentati di altre squadre italiane medio – piccole come Genoa, Udinese, Torino, Parma, Palermo e Chievo. A caldeggiare un altro tipo di soluzione, e quindi a questo punto Demetrio Albertini, sono i nomi forti di Juventus, Napoli e Roma, oltre a Fiorentina, Empoli, Cesena, Sassuolo, Verona. Le indecise sono Verona, Cagliari, Sampdoria e soprattutto Inter.

A complicare ulteriormente una situazione già di per sé intricata era stato Andrea Agnelli, che a inizio luglio si scagliò duramente contro Abete, Prandelli e lo stesso Tavecchio, dando il suo appoggio già all’epoca ad Albertini, nonostante non si fosse ancora candidato. “Quello che serve in questo momento di crisi – affermò il presidente della Juventus – è un ex grande calciatore che abbia autorevolezza calcistica. Nell’Uefa e nell’Eca abbiamo Platini e Rumenigge. E lo stesso accade alla Juventus con Nedved”. Insomma, una vera e propria incoronazione per l’ex mediano milanista.

Ma la Lega di serie A pesa solo in minima parte (12% – ndr) sul risultato finale delle elezioni. Allo stato attuale delle cose Carlo Tavecchio sarebbe in vantaggio, potendo contare sul 34% dei Dilettanti e su una consistente fetta di Lega Pro, oltre a metà Serie A. Albertini, dal canto suo, potrebbe contare sulla restante parte di Serie A e sulle componenti tecniche, ossia calciatori e allenatori. Quello che emerge, però, è che né l’uno né l’altro avrebbero dietro di loro una maggioranza solida che gli permetta di far ripartire il calcio italiano.

Quello che tutti i tifosi possono augurarsi è che questa situazione si risolva il prima possibile per far sì che tutto il movimento calcistico italiano torni ai fasti di un tempo. Perché davvero sembra passata una vita da quando eravamo noi quelli davanti.

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