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lunedì, 3 Ottobre 2022

Albert Einstein moriva il 18 aprile 1955

Definito da molti come il più grande scienziato di tutti i tempi, Albert Einstein ci ha lasciato la sua Teoria della Relatività e il suo cervello, conservato all'Ospedale di Princeton. Le sue scoperte hanno cambiato radicalmente i concetti di spazio e tempo

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

Il 18 aprile 1955 moriva il più importante scienziato della storia, Albert Einstein. Grazie al fisico e filosofo il paradigma di interpretazione del mondo fisico ha subito dei mutamenti fondamentali. La sua Teoria della Relatività ha cambiato radicalmente la teoria della relatività galileiana e quindi anche il nostro concetto di spazio e tempo.

Albert Einstein: la giovinezza

Albert Einstein nacque ad Ulma, in Germania, il 14 marzo del 1879 da una benestante famiglia ebraica. Frequentò le scuole cattoliche e già da bambino Albert era particolarmente brillante in matematica. A causa di diversi dissesti economici la famiglia Einstein dovette trasferirsi di frequente: prima Monaco di Baviera, poi Pavia, Berna e Zurigo. In Svizzera Albert concluse i suoi studi, diplomandosi nel 1896 ad Arau e laureandosi al Politecnico di Zurigo nel 1900. Dopo la laurea Einstein trovò lavoro presso l’Ufficio brevetti di Berna. Insieme con l’amico e collega di lavoro Michele Besso fondò un gruppo di discussione chiamato “Accademia Olimpia”, dove si discuteva di scienza e filosofia.

L’annus mirabilis

Il 1905 fu un anno speciale per Albert Einstein. In quello definito come “annus mirabilis” Albert pubblicò quattro articoli di fisica a contenuto fortemente innovativo: fornì una valutazione quantitativa del moto browniano e l’ipotesi di aleatorietà dello stesso; riuscì a spiegare l‘effetto fotoelettrico in base alla composizione della radiazione elettromagnetica di quanti, secondo il concetto ipotizzato da Max Planck. Poi espose la Teoria della Relatività ristretta, che andava a risolvere risolveva i contrasti tra teoria elettromagnetica della luce e teoria meccanica.

La Teoria della Relatività

Nel 1916 Einstein propose una teoria relativistica dell’interazione gravitazionale, denominata Teoria della Relatività generale. La teoria descriveva le proprietà dello spaziotempo a quattro dimensioni. In questo modo Einstein dimostrò che la gravità non era altro che la manifestazione della curvatura dello spaziotempo. In un primo momento, la comunità scientifica accolse con grande scetticismo la teoria. Ma grazie a successivi esperimenti che ne confermavano la validità, la teoria fu accettata ed Einstein divenne uno dei più importanti intellettuali ed uomini di scienza del mondo.

Albert Einstein e il premio Nobel per la Fisica

Nel 1921 ottenne il premio Nobel per la fisica per i grandissimi contributi alla fisica teorica, per la scoperta della legge dell’effetto fotoelettrico, per la sua originalissima Teoria della relatività. Einstein non smise mai di studiare. Anche nei suoi ultimi anni trascorsi come ricercatore all’Università di Princeton, Albert si dedicò ad approfondimenti sulla forza di gravità, l’elettromagnetismo, la forza nucleare.

La morte

Il 17 aprile 1955 un emorragia causata probabilmente da un aneurisma dell’aorta addominale colpì Einstein. Morì il 18 aprile all’ospedale di Princeton. Albert desiderava essere cremato. Ma il patologo che effettuò l’autopsia sul suo corpo, Thomas Harvey, prima di far cremare il corpo, decise di rimuovere il cervello di Einstein e conservarlo in un barattolo con la formalina. Solo dopo molti anni i discendenti di Albert Einstein acconsentirono al sezionamento del cervello in alcune parti che sono state consegnate a vari ricercatori. La parte più consistente però è ancora all’Ospedale di Princeton.

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