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sabato, 3 Dicembre 2022

Al-Shaabab: attacco ad un campus universitario, 147 morti

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Martina Boselli
Collaboratore XXI Secolo. Napoletana di nascita, laureata in Lettere Moderne è attualmente iscritta al corso di laurea in Filologia Moderna presso l’Ateneo Federico II. Ama la musica, la lettura e la grafica. Appassionata di scrittura vorrebbe poter un giorno pubblicare un suo libro e intraprendere una brillante carriera giornalistica.

Kenya, come ogni mattina gli studenti universitari del Campus di Garissa si dirigono a passo svelto a lezione, incuranti di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. Infatti, gli estremisti di Al-Shaabab hanno circondato l’intero campus, posizionando cecchini che facessero la guardia sui tetti del dormitorio. In tarda mattinata vengono rilasciati alcuni studenti. Musulmani che hanno dato l’allarme alle autorità e hanno spiegato cosa stava succedendo lì dentro: “Abbiamo visto molti corpi e alcuni non avevano più le teste” –  ha detto alla stampa Omari Ibrahim. Le forze speciali hanno impiegato diverse ore prima di riuscire ad entrare all’interno del campus: “Sparano contro di noi ogni volta che cerchiamo di entrare” – ha spiegato un poliziotto che aveva preso parte all’operazione di salvataggio.
E solo intorno alle 7 di sera si è potuto considerare finalmente concluso l’assalto.


Chi ha preso le redini dell’iniziativa è Muhammed Kuno, ex preside di una scuola islamica proprio a Garissa, che aveva dato le dimissioni nel 2007. Su di lui adesso c’è una taglia dal valore di duecentomila euro. Secondo quanto riportato dagli agenti, 4 sono i terroristi rimasti uccisi, 147 i morti, e, almeno 80 i feriti. Gli studenti tratti in salvo sono 500 circa. Le autorità hanno imposto, per ragione di sicurezza, un coprifuoco in quattro regioni di confine, ed hanno dato il via alle ricerche dei terroristi che hanno preso parte all’assalto. Di recente gli Al- Shaabab hanno preso di mira anche un hotel situato nella capitale somala, Mogadiscio, dove uno degli estremisti del clan, imbottito di esplosivo, si è fatto saltare in aria coinvolgendo nella sua morte anche 17 persone, tra cui l’ambasciatore somalo “Bari-Bari” di origine italiana.

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