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Al cinema, il suono della caduta

Film al cinema, premiato al Festival di Cannes.

Una fattoria rurale è il luogo che fa nascere il legame fra quattro ragazze di epoche diverse.

Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 8 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, Al Box Office Usa Il suono di una cadutaha incassato  11,9 mila dollari.

Sound of Falling, in Italia Il suono di una caduta, nelle sale cinematografiche dal 26 febbraio, è opera seconda della regista e sceneggiatrice Mascha Schilinski, direzione della fotografia di Fabian Gamper. Film ambizioso sia in termini di contenuti che di durata (due ore e mezza).

Il film racconta

Il tema della ripetitività della condizione femminile attraverso le epoche è di primaria importanza e di grande attualità.

Queste tre epoche diversesembrano meno lontane di quanto possa sembrare. Cambiano gli abiti, il linguaggio, perfino le possibilità formali di cui dispone l’uomo, ma la sensazione di fondo è quella di uno spazio ristretto in cui muoversi, è qualcosa che, come donna nel presente, riconosciamo ancora.

Lidea della fattoria come luogo unico potrebbe colpire profondamente: uno spazio chiuso, apparentemente immobile, che attraversa il tempo mentre le donne si succedono al suo interno.  

Letto come sillogismo di strutture sociali, mentali e culturali a cui sono rimaste ferme pur dando lillusione di evolversi.

Racconta la presenza di madri alienate, incapaci di proteggere i figli o di spezzare la catena. È facile giudicarle, ma da donna ci si deve chiedere quanto sia sottile il confine tra responsabilità individuale e peso sistemico. Si cresce dentro strutture che insegnano a sopportare, a minimizzare, a giustificare. E anche quando ci sono  strumenti culturali per riconoscere lingiustizia, non sempre ci sono la forza o le condizioni materiali per opporsi davvero.

La violenza maschile rappresentata qualcosa di legittimato, reiterato nel tempo.

Oggi è chiamata con nomi più precisi, la si denuncia di più, e la si discute pubblicamente. Ma la radice, quella supremazia data per scontata, continua a riaffiorare. Forse in forme meno esplicite, più sottili, ma ancora presenti nei rapporti di potere, nel lavoro, nella vita privata.