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venerdì, 27 Maggio 2022

Aducanumab, torna il farmaco contro l’alzheimer

Aducanumab è un farmaco a base di uno specifico anticorpo contro la proteina beta-amiloide, principale responsabile dell'Alzheimer

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Nuove speranze per la lotta all’Alzheimer, l’azienda statunitense Biogen chiederà alla Fda (organo regolatorio Usa sui farmaci) l’autorizzazione per la commercializzazione del farmaco sperimentale aducanumab.

Si tratta di un anticorpo specifico che combatte la proteina tossica beta-amiloide, considerata la principale responsabile della demenza di Alzheimer.

L’annuncio giunge direttamente dall’azienda, la quale aveva inizialmente deluso le aspettative dei pazienti, chiudendo anticipatamente il trial clinico di sperimentazione in corso, a causa di risultati deludenti. Eppure, dopo una nuova analisi di un ampio set di dati dello stesso trial, l’azienda è tornata sui propri passi, sostenendo che, con un dosaggio maggiore l’anticorpo effettivamente funzioni, riuscendo a rallentare la progressione dell’Alzheimer a cui sono inesorabilmente condannati i pazienti.

“Siamo fiduciosi nella prospettiva di offrire ai pazienti la prima terapia che riduce il declino clinico dell’Alzheimer”, afferma l’amministratore delegato della Biogen Michel Vounatsos.

L’azienda è in procinto di presentare alla Fda i documenti per chiedere l’autorizzazione all’uso del farmaco, riguardo la quale bisognerà attendere almeno 1-2 anni.

“Questo annuncio è importante perché Aducanumab, se approvato dalla Fda, sarà il primo farmaco capace di curare l’Alzheimer. Altrettando importante è il fatto che Aducanumab dimostra che intervenire sull’aggregazione del peptide beta-amiloide è un approccio terapeutico efficace l’esperto. Questa dimostrazione aprirà la strada per lo sviluppo di altri composti ancora più potenti per l’Alzheimer e per altre malattie neurodegenerative, inclusi Parkinson e sclerosi laterale amiotrofica. È interessante notare che l’abbandono iniziale di aducanumab era stato causato da un’analisi inaccurata dei risultati dei test clinici ma, considerando meglio i numerosi fattori che hanno contributo a tali risultati, i ricercatori di Biogen sono riusciti a rivelare l’efficacia terapeutica del farmaco sperimentale”, sostiene in un commento Michele Vendruscolo, del dipartimento di chimica dell’Università di Cambridge ed esperto del settore. 

 

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