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sabato, 24 Settembre 2022

Acqua: arriva il materiale che promette di farla bollire prima

Un team di ricercatori del MIT sta studiando un modo per far bollire prima l'acqua sprecando meno energia

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Avete presente quando siete di fretta e avete fame ma l’acqua per la pasta non bolle? Bene, per nostra fortuna e di tutti gli affamati, dovete sapere che un team di ricercatori del MIT ha progettato un materiale che promette di far bollire l’acqua più in fretta. Inoltre, questo materiale dovrebbe farci consumere meno energia.

Al MIT di Boston hanno pensato, cercato e trovato una soluzione scientifica a un problema che affligge oltre che noi affamati, nella nostra quotidianità, anche gli impianti industriali in cui l’ebollizione di liquidi è un passaggio fondamentale: come far bollire l’acqua il più in fretta possibile, con il minimo consumo di energia?

La soluzione: come far bollire prima l’acqua?

La soluzione proposta dai ricercatori del MIT è almeno in teoria piuttosto semplice: mantenere le bolle dell’acqua separate, in modo da impedire così la fusione e la creazione della pellicola di vapore.

Per farlo i ricercatori, hanno lavorato a livello micro e nanoscopico, creando sulla superficie una serie di microcavità distanti 2 millimetri l’una dall’altra, che mantengono le bolle al loro posto minimizzandone la fusione (aumentando il parametro CHF), ricoperte a loro volta da nanostrutture che favoriscono l’ebollizione (aumentando il parametro HTC).

In questo modo si ha l’ebollizione massima dell’acqua in un tempo minimo e di conseguenza si ha un ridotto consumo energetico.

Il progetto

I ricercatori del MIT però sottolineano che tale progetto, per ora è stato sviluppato ed è fattibile solo in laboratorio. Quindi per il momento non è utilizzabile a livello industriale. Per il futuro da tali studi si potrebbero trovare e è studiare nuovi metodi applicabili in situazioni reali, quindi la ricerca è solo all’inizio.

Inoltre, «Questa stessa struttura su diverse scale di grandezza potrebbe essere utilizzata per diversi liquidi, adattando le dimensioni in base alle proprietà dei liquidi», conclude Song, ricercatore del MIT.

 

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