Accadde oggi: 21 settembre 1860 muore Arthur Schopenhauer Il filosofo tedesco, che ha segnato la storia del mondo della filosofia, morì all'età di 72 anni

Arthur Schopenhauer

Arthur Schopenhauer fu uno dei più stimati pensatori del XIX secolo e dell’epoca moderna. Nacque in Polonia (Danzica) da padre banchiere e madre scrittrice, incaricato furono i tentativi del padre affinché Arthur proseguisse la sua strada professionale, fu insito in lui sin da piccolo il desiderio di scrivere proprio come la madre, al tempo scrittrice di famosi romanzi.

Il suicidio del padre e il turbolento e contraddittorio rapporto con la figura materna segnarono profondamente il suo pensiero, ben sintetizzato nella sua opera più famosa: “Il mondo come volontà e rappresentazione.”

Schopenhauer rivendicava la libertà e l’autonomia della filosofia e sfidava apertamente il successo di Hegel, organizzando lezioni di filosofia nella stessa università, negli stessi giorni e agli stessi orari.

Sino all’ondata di pessimismo che avvolse l’Europa dopo il 1848, Schopenahuer, però, non riuscì ad emulare o intaccare il successo del filosofo idealista. Mentre le aule universitarie erano sempre gremite in occasione delle lezioni di Hegel, solo pochi studenti frequentavano gli insegnamenti di Schopenhauer. A tal punto che quest’ultimo si difese osservando: “Io non ho scritto per gli imbecilli. Per questo il mio pubblico è ristretto”. Scatenò all’ora grande scalpore, ma si guadagnò al contempo, fiducia e curiosità da parte del pubblico e dei ragazzi.

Una corrente di pensiero filosofica che ha tracciato un periodo storico importante quella di Arthur Schopenhauer, determinando e influenzando gli scrittori e filosofi di quel tempo.

Per lui la felicità era una condizione mentale, un attitudine personale, uno stato di grazia che dipendeva solo da noi e dalla nostra gestione dei fattori e influenze esterne. L’amore, inoltre, per lui non è romantico né platonico ma vita consumata e cruda, realtà carnale tra piacere, desiderio e dolore.

Schopenhauer morì a Francoforte nel 1860, lasciando un’eredità complessa e mai spenta, a tal punto da essere ancora ai nostri tempi citato dal regista Roberto Benigni nel film: ” La vita è bella” o dal cantautore Francesco Guccini in un verso della canzone: “Il frate.”

Sul pensiero di Schopenhauer agirono fortemente le influenze di Platone ad esempio, e di Kant. Anche il romanticismo fu condizionato dalle idee e i principi di Arthur Schopenhauer.

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