Accadde oggi: 16 settembre 1977 muore Maria Callas La soprano più celebre del mondo muore ben 43 anni fa

Maria Callas

Anna Maria Cecilia Sophia Kalos, questo il vero nome di Maria Callas. Nacque a New York il 2 dicembre 1923 sotto il segno del Sagittario. Figlia di genitori greci, stando alle testimonianze dell’epoca mostrò fin da bambina una predilizione per la musica. Diviene infatti, per lei,  la musica il suo grande amore eterno.

Maria Callas è probabilmente anzi certamente la più grande icona della storia della musica. Un’artista capace di uscire dall’ambito della lirica per diventare un personaggio pop al pari di attrici hollywoodiane come Marilyn Monroe.

Riassumere la sua lunga vita ricca di aneddoti è complicatissimo. Andiamo però a scoprire alcune curiosità sulla sua carriera e la sua sfera intima.

Nel 1951 finalmente venne scritturata dalla Scala di Milano e iniziò il periodo d’oro della sua carriera. Per almeno sei anni, fino al 1957, Maria fu in assoluto il sovrano più stimato in Italia e soprattutto all’estero.

Poco più tardi l’artista attraversò un lungo periodo di depressione legato allo  stress, alla vita frenetica e alle pressioni mediatiche che in quel periodo subiva frequentemente. Il suo lavoro implicava dei ritmi importanti, un allenamento e uno studio intenso insieme ad uno spirito sempre brillante e forte al quale lei non riusciva a stare al passo, cadendo in un forte esaurimento psicologico e fisico.

Infatti, la cantante perse circa 36 kg in pochissimo tempo lasciando sgomento e preoccupazione, anche la sua voce chiaramente iniziò a subire la forte pressione, iniziando a dare segni di forte cedimento,  costringendo così l’artista a ritirarsi dalle scene.

Qualche anno dopo, precisamente tre anni più tardi, il più grande soprano di sempre morì; era il 16 settembre 1977, attorno alle 13.30. Come causa del decesso fu indicato un arresto cardiaco, ma voci insistenti in quegli anni parlarono di suicidio.

La certezza dunque su un probabile suicidio non si è mai avuta ma certamente rimane l’amarezza di aver perso un’artista superlativa troppo presto.

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