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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Absorbed by Light, la moderna ossessione tecnologica

La struggente opera scultorea del designer Gali Lucas realizzata per il Festival delle Luci di Amsterdam ci fa capire, in maniera spaventosamente chiara, quanto sia radicata l'ossessione per la tecnologia nella società moderna.

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Tre persone sedute sopra una panchina. Tre persone con lo sguardo basso, rivolto verso un display acceso. Tre persone completamente ipnotizzare dallo schermo psichedelico del mezzo di comunicazione più comune e più alla portata di tutti.

No, non è una scena di vita quotidiana, non ci troviamo al parco, in metropolitana, in una sala d’attesa o in qualsiasi altro luogo dove è plausibile che si verifichi una scena del genere, siamo bensì davanti alla nuova scultura del designer Gali Lucas.

L’opera, realizzata per il Festival delle Luci di Amsterdam, ha l’obiettivo di lanciare un potente, nonché struggente, messaggio alla società moderna, spingendoci a riflettere sulle nostre abitudini quotidiani, dando attenzione persino alle più banali.

Particolare risulta essere la neutralità con la quale vengono raffigurati i tre soggetti, i quali non presentano espressioni che possano suggerire una visione negativa o positiva della loro attività. Essi raffigurano solamente una delle abitudini più comuni del mondo moderno,volendo restare completamente asettica, asettica come i volti dei tre.

Chiunque osservi la raffigurazione dei tre sconosciuti, giunge alla conclusione banale che il loro comportamento rappresenti un modello completamente sbagliato.

I tre sono infatti completamente ipnotizzati dallo schermo dal loro cellulare, rappresentante una tecnologia che dovrebbe essere in grado di collegare gli esseri umani, ma che, soprattutto nell’ultimo periodo, non fa altro che creare distanze. Distanze che adesso sono impresse ed inamovibili su quella panchina con la raffigurazione dei tre sconosciuti, atteggiamento che ognuno di noi ha assunto almeno una volta nella propria vita, estraniandosi inconsapevolmente dal mondo.

“In inverno, quando fa buio presto, si vedono le persone delle città illuminate dalla luce dei loro telefoni cellulari. Nei parchi, nei caffè e persino sulle biciclette. E’ qualcosa di piuttosto lugubre. Questa luce che governa le nostre vite è a volte il nostro unico mezzo di connessione, eppure ci isola completamente, ci aliena dal mondo reale“, afferma Gali Lucas in un evento di presentazione della propria scultura.

Gali Lucas si occupa solitamente di grafiche bidimensionali, ma questa volta ha deciso di collaborare con una scultrice berlinese, Karoline Jinz, che ha creato le parti della scultura, spedendole poi ad Amsterdam per l’assemblaggio.

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