Abruzzo, il terremoto è una ferita ancora aperta Il 6 Aprile 2009, il terremoto che distrusse l'Aquila

In Abruzzo, nella notte del 6 Aprile 2009, si verificò un terremoto di magnitudo 6,3 su scala Richter.

I sismografi, successivamente,  registrarono una potenza pari a 5,9, dunque inferiore alla precedente stima.

In effetti, la scala Richter, misurando l’energia sprigionata dal terremoto nell’ipocentro dello stesso, non risultò molto adatta per quel terremoto in particolare.

Il terremoto in Abruzzo colpì più violentemente la città de L’Aquila, epicentro del sisma.

La scala Mercalli, per quanto riguarda i danni a persone, cose e manufatti invece risultò al nono grado. Questo tipo di misurazione avviene anche a distanza di tempo, e non vi è bisogno di un particolare metodo. È una indagine descrittiva che calcola i danni e si misura con numeri romani da I a XII.

Il bilancio delle vittime in quel sisma, fu cospicuo. Persero la vita 309 persone, 1600 furono i feriti e migliaia gli sfollati.

L’intera città de L’Aquila, in pochi minuti divenne l’ombra di se stessa. I monumenti furono spazzati via in pochi minuti, le chiese crollarono e il centro storico fu ridotto in macerie.

I paesi limitrofi al capoluogo furono ridotti al suolo, ad Onna andò distrutto il 70% del paese. Molti gli animali che persero la vita a causa dei crolli di alcune fattorie di quelle zone.

Nel giro di poche ore i notiziari in Italia cominciarono ad aggiornare costantemente circa la situazione in Abruzzo. Cominciò una catena di solidarietà che unì l’Italia da Nord a Sud.

Poche le ore impiegate per costruire i primi ospedali da campo, grazie anche alla Croce Rossa. Ci furono dispiegamenti di tanti volontari e i vigili del fuoco riuscirono ad estrarre molte persone vive dalle macerie.

La solidarietà arrivò anche dai cantanti italiani che composero una canzone contenente le voci di tutti i più bravi cantautori italiani. La canzone “Domani- Uniti per l’Abruzzo” fu un inno alla vita e servì per raccogliere fondi  per la ricostruzione della città.

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Maria Saviano nasce ad Ottaviano, il 20 Marzo 1996. Consegue il diploma di maturità Classica, presso il liceo Armando Diaz di Ottaviano e attualmente studia, Lettere Moderne, presso il dipartimento di Lettere e Filosofia dell' Università Federico II di Napoli. Ama scrivere, leggere, ascoltare musica, fotografare. Appasionata di calcio, segue e ama la Società Sportiva Calcio Napoli.

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