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sabato, 3 Dicembre 2022

A68, si è sciolto il più grande ghiacciaio al mondo

Il cambiamento climatico continua a peggiorare ed ora il più grande ghiacciaio del mondo è un'altra vittima che si aggiunge alla lista. Dopo un sorprendente viaggio che aveva tenuto incollati milioni di persone, oggi il ghiacciaio si è totalmente sciolto

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Il cambiamento climatico continua a peggiorare e ora il ghiacciaio più grande del mondo si è totalmente sciolto. Il ghiacciaio, denominato A68, era grande circa 6 km quadrati, pesava circa un miliardo di tonnellate

Il ghiacciaio già nel 2017 aveva dato il suo ultimo allarme poiché si era staccato dalla piattaforma di ghiaccio chiamata Larson C, in Antartide, dopodiché era rimasta ferma. Così è stato per un intero anno, poi il ghiacciaio aveva cominciato a spostarsi velocemente verso nord, imbattuta malgrado le forti correnti e i venti.

Il Ghiacciaio aveva preso una rotta conosciuta si può dire, roteando nell’Antartico meridionale verso il territorio britannico della Georgia del Sud. Questo doveva già presagire il finale di questo viaggio: si dice che la piccola isola sia il punto in cui i più grandi iceberg vanno a morire, questo a causa delle secche finiscono per sciogliersi rapidamente. 

La cosa strana, che aveva fatto sperare in qualche modo, è che l’A68 sia durato molto a lungo, e che alla fine la causa del suo scioglimento sia l’impatto con l’oceano Atlantico, troppo caldo per sopravvivere.

È incredibile che A68 sia durato così a lungo. Se si pensa al rapporto di spessore, è come quattro fogli di carta A4, impilati uno sopra l’altro. Quindi questa cosa era incredibilmente flessibile e fragile mentre si muoveva nell’oceano. È durata per anni, ma alla fine si è rotta in quattro o cinque pezzi e poi anche quelli si sono sciolti“. – ha dichiarato Adrian Luckman, glaciologo britannico e professore di geologia presso l’Università di Swansea in Galles, alla Bbc News.

Adrian Luckman è il ricercatore del cavo per il progetto Mida, che ha monitorato l’Larsen C iceberg e Larsen Ice Shelf.

L’A68 aveva catturato l’attenzione del pubblico mondiale poiché, durante il suo viaggio si era pericolosamente avvicinato alla Georgia del Sud: Il passaggio del ghiacciaio avrebbe messo a rischio intere aree dove si nutrono le locali colonie di pinguini.

Da allora milioni di persone iniziarono a seguire con interesse e preoccupazione il percorso dell’iceberg attraverso i satelliti.

Il percorso dell’A68 ha permesso agli scienziati di studiare meglio la struttura delle piattaforme di ghiaccio e i processi come l‘idrofrattura (un processo che monitora l’innalzamento della temperatura che distrugge il ghiaccio). I dati raccolti saranno estremamente utili nello studio dei cambiamenti climatici.

Accordo di Cooperazione Cina-Usa sulla crisi climatica

La Cina e gli Stati Uniti hanno pubblicato una dichiarazione congiunta dopo i colloqui che si sono svolti a Shanghai, tra l’inviato speciale della Cina per il cambiamento climatico Xie Zhenhua e l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per il clima John Kerry:

  1. La Cina e gli Stati Uniti si impegnano a cooperare tra loro e con altri Paesi per affrontare la crisi climatica, che deve essere gestita con la serietà e l’urgenza del caso. Questo include sia il potenziamento delle rispettive azioni sia la cooperazione nei processi multilaterali, tra cui la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l’Accordo di PArigi. Entrambi i Paesi ricordano il loro contributo storico allo sviluppo, all’adozione, alla firma e all’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi attraverso la loro leadership e collaborazione.

2) Per il futuro la Cina e gli Stati Uniti si impegnano fermamente a lavorare insieme e con altre parti per rafforzare l’attuazione dell’Accordo di Parigi. Le due parti ricordano l’obiettivo indicato nell’articolo 2 dell’Accordo di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C e addirittura di fare di tutto per limitarlo a 1,5°C. A tal proposito, si impegnano a perseguire gli obiettivi preposti, anche adottando azioni climatiche rafforzate che nel prossimo decennio aumentino l’ambizione nel contesto dell’Accordo di Parigi di mantenere raggiungibile il limite di temperatura di cui sopra e di collaborare per identificare e affrontare le relative sfide e opportunità.

3) Entrambi i Paesi attendono con ansia il vertice dei leader sul clima organizzato dagli Stati Uniti il 22-23 aprile prossimi. Le due parti condividono l’obiettivo del vertice di aumentare le ambizioni climatiche globali sulla mitigazione, l’adattamento e il sostegno sulla strada verso la COP 26 a Glasgow.

4) La Cina e gli Stati Uniti intraprenderanno altre azioni a breve termine per contribuire ulteriormente ad affrontare la crisi climatica: a. Entrambi i Paesi intendono sviluppare, entro la COP 26 di Glasgow, le loro rispettive strategie a lungo termine volte alla carbon neutrality/emissioni zero di gas serra.

b. Entrambi i Paesi intendono intraprendere azioni appropriate per massimizzare gli investimenti e i finanziamenti internazionali a sostegno della transizione dall’energia basata sui combustibili fossili ad alta intensità di carbonio, all’energia verde a bassa intensità di carbonio e rinnovabile nei Paesi in via di sviluppo. c. Entrambi attueranno la riduzione graduale della produzione e del consumo di idrofluorocarburi come previsto dall’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal.

5) La Cina e gli Stati Uniti continueranno a discutere, in vista della COP 26 e oltre, di azioni concrete da attuare nel decennio in corso per ridurre le emissioni e mantenere il limite di temperatura secondo quanto previsto dall’Accordo di Parigi, tra cui:

a. politiche, misure e tecnologie per decarbonizzare l’industria e l’energia, anche attraverso l’economia circolare, lo stoccaggio di energia e l’affidabilità della rete, la CCUS e l’idrogeno verde;

b. maggiore diffusione dell’energia rinnovabile; c. agricoltura verde e resiliente al clima; d. edifici ad alta efficienza energetica; e. trasporto verde e a basse emissioni di carbonio; f. cooperazione nell’affrontare le emissioni di metano e di altri gas serra non CO2; g. cooperazione nell’affrontare le emissioni dell’aviazione civile internazionale e delle attività marittime; h. altre politiche e misure a breve termine, anche nell’ambito della riduzione delle emissioni da carbone, petrolio e gas.

6) Le due parti coopereranno per promuovere una COP 26 di successo a Glasgow, con l’obiettivo di completare le modalità di attuazione dell’Accordo di Parigi (ad esempio, ai sensi degli articoli 6 e 13) e di far progredire in modo significativo le ambizioni climatiche globali in materia di mitigazione, adattamento e sostegno. Essi coopereranno ulteriormente per promuovere il successo della COP 15 della Convenzione sulla Diversità Biologica a Kunming, sottolineando l’importanza del quadro globale della biodiversità per il periodo post-2020, compresa la sua rilevanza per la mitigazione e l’adattamento al clima.

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