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A proposito della nuova Piazza Municipio di Napoli

A proposito della nuova Piazza Municipio di Napoli

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A proposito della nuova Piazza Municipio di Napoli. Un recente articolo dal titolo ironico (Ho fritto un uovo in Piazza Municipio a Napoli con 39 gradi percepiti: l’ho chiamato Manfredi) ripropone ancora una volta l’acceso dibattito cittadino sul nuovo progetto di Piazza Municipio. Redatto oltre venti anni fa ( allora era Sindaco Antonio Bassolino) dagli architetti portoghesi Siza e Souto de Moura. Una ghiotta occasione per fare brevemente il punto sulla questione

Una piazza desolata e assolata o una piazza europea?

La principale critica che viene mossa al progetto riguarda l’assenza di verde. Si rimpiange la vecchia Piazza voluta da Achille Lauro, con le fontane circolari lato Municipio, la rotatoria col monumento a Vittorio Emanuele all’incrocio con via Medina, e le fontane rettangolari a cascata lato porto, con due filari di pini ai lati. Pini che va ricordato furono piantati al posto dei precedenti lecci ( il che suscitò anche allora aspre critiche)

L’attuale aspetto prevede un gruppo sparso di lecci a circondare la fontana del Nettuno ( spostata da Piazza Bovio, dove è invece andata la statua del  re savoiardo) Nonché due filari di lecci lato porto. Gli esperti di architettura sottolineano che la scelta era obbligata, dato che nel sottosuolo vi sono gli accessi alle due linee metropolitane ( 1 e 6) ed il sottopasso al porto. Inoltre allinea Napoli alle principali città italiane ed europee, le cui piazze storiche sono esclusivamente in pietra, ossia non prevedono alberature

A parte la stessa Napoli ( vedi Piazza del Plebiscito e Piazza Mercato) basti pensare a Roma ( Piazza San Pietro, Navona, del Popolo), Milano ( Piazza Duomo) Firenze ( Piazza della Signoria) Venezia (Piazza San Marco) e così via.

L’ampissimo spazio urbano consente così, senza ostacoli visivi, la vista da un lato verso la Stazione Marittima, il Vesuvio ed il mare, e dall’altro lato verso Maschio Angioino, Palazzo Reale, la cupola della Galleria Umberto, nonché la collina del Vomero con Castel S.Elmo e la Certosa di San Martino.

Per quanto riguarda poi la pretesa desolazione che alcuni riferiscono, l’attuale Piazza coi suoi ampi spazi si candida a valida alternativa a Piazza del Plebiscito per eventi vari. E infatti già da un paio di anni ospita fiere ( in particolare gastronomiche) oltre che occasionalmente installazioni artistiche ( vedi la celebre Venere degli Stracci di Pistoletto)

Il Parco Archeologico

Ma la scelta di eliminare definitivamente i prati che circondavano il castello è legata anche ai ritrovamenti archeologici dovuti agli ampissimi scavi della metropolitana. Resti del porto greco e poi di quello romano ( compresi i relitti di varie navi), abitazioni di epoca angioina,  fortificazioni militari e parte dei bastioni che circondavano il Maschio Angioino. E ancora i resti del vecchio molo borbonico.

Al di sotto della Piazza vi sarà una vera e propria galleria-museo con i reperti e i manufatti ritrovati nel corso degli scavi. In più il fossato del Maschio Angioino ( che in passato fungeva da parcheggio) sarà parte del percorso negli scavi, con  l’accesso al Parco Archeologico sia diretto pedonale che tramite un ascensore collocato nel torrino aragonese

Un progetto da giudicare alla fine dei lavori

Pur essendo ormai verso la conclusione dopo oltre venti anni, i lavori non sono ancora completi per avere un’idea complessiva. E proprio il Sindaco Manfredi ha fatto approvare in giunta alcuni mesi fa un’importante integrazione al progetto originario. Recependo in parte le osservazioni sulla scarsità di verde, prevede dal lato dell’ingresso al Maschio Angioino ampi spazi verdi ( prati e alberature) con una passeggiata pedonale che conduce verso i cavalli di bronzo. L’unica zona dove si poteva intervenire per migliorare il progetto senza stravolgerlo.

Ancora un po’ di pazienza e potremo giudicare. Al momento si può dire che a Napoli quando fa caldo non lo fa certo solo a Piazza Municipio (che anzi gode a volte di un po’ di venticello proveniente dal mare). L’unica critica a nostro avviso valida riguarda la collocazione della cosiddetta Porta Marittima, che come è stata concepita ( 8 metri di altezza in cemento e marmo) copre vistosamente la bella facciata razionalista della Stazione Marittima. Rischiando di restare un monolite cattedrale nel deserto, dato oltretutto  che il molo San Vincenzo, del quale dovrebbe essere l’ideale accesso, è in realtà alquanto distante.

Dai render disponibili, una volta cresciute le alberature da poco piantate, l’aspetto sembra alquanto piacevole. In particolare sarà apprezzata la passeggiata lungo il parco Archeologico con un effetto simile a quello che si ha a Roma lungo i Fori Imperiali. Anche di notte grazie ad una suggestiva illuminazione dei reperti archeologici. E non è poco.