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lunedì, 30 Gennaio 2023

9 maggio 1978, rinvenuto il cadavere di Aldo Moro

Dopo 55 giorni di prigionia viene ritrovato il cadavere esanime dello statista italiano Aldo Moro

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

16 marzo 1978, giorno in cui il nuovo Governo Andreotti veniva presentato in Parlamento per ottenere la fiducia, lo statista Aldo Moro viene rapito dalle Brigate Rosse.

Il rapimento avviene grazie all’azione all’intervento delle Brigate Rosse in via Mario Fani, dove l’auto che trasportava il Presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, diretto dalla sua abitazione alla Camera dei Deputati, fu bloccata.

Gli uomini del gruppo armato delle Brigate Rosse furono in grado di eliminare, in pochi secondi, tutti i cinque uomini della scorta, rispettivamente Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, riuscendo così a sequestrare Aldo Moro, loro obiettivo principale.

La prigionia durò cinquantacinque giorni. Aldo Moro venne sottoposto al processo politico da parte del “tribunale del popolo”, istituito dalle Brigate, che chiesero allo Stato italiano uno scambio di prigionieri.  

Il tentativo di trattative risultò inutile, lo Stato non è propenso allo scambio.

Le Brigate Rosse decisero quindi di eliminare lo statista, Moro fu condotto in una macchina, costringendolo a coprirsi con una coperta, perché sarebbe stato trasportato in un altro luogo, a detta delle Brigate Rosse che invece gli spararono contro dieci colpi di arma da fuoco uccidendolo.

Il corpo esanime dello statista fu rinvenuto il 9 maggio 1978 a Roma. Questo era chiuso all’interno del portabagagli di una Renault 4 rossa, in sosta in via Michelangelo Caetani, strada in prossimità sia di Piazza del Gesù, dove si trovava la sede nazionale della Democrazia Cristiana, che di via Delle Botteghe Oscure, dove invece si trovava la sede nazionale del Partito Comunista Italiano.

I giorni della prigionia, furono vissuti intensamente da tutta la nazione. A permettere al caso Moro di ottenere risonanza mediatica tale fu anche l’inutile intervento dei servizi segreti di tutto il mondo, che non riuscirono a trovare Aldo Moro.

In Italia si aprì un aspro dibattito tra coloro che furono a favore delle trattative con le Brigate Rosse e coloro che, invece, rifiutarono di scendere a compromessi. La seconda opinione ebbe la meglio.

Lo Stato decise infatti di non trattare, portando allo spiacevole ritrovamento del 9 maggio 1978, firmando così uno degli episodi più drammatici dell’intera storia dell’Italia repubblicana.

La risonanza dell’evento fu tale da ripercuotersi negli anni, tanto che, nel 4 maggio 2007, il Parlamento ha votato e approvato una legge che istituisce il 9 maggio come Giorno della Memoria a ricordo di Aldo Moro e di tutte le vittime del Terrorismo”.

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