Loi Travail: in Francia la protesta continua

La manifestazione di Martedì ha riunito nella capitale francese decine di migliaia di persone, secondo una stima offerta dai media francesi.

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Parigi – Il popolo francese non mostra la minima volontà di cedere e accettare il “Jobs act”. La protesta di Martedì si aggiunge ad lunga serie di manifestazioni iniziate nel Marzo 2016. Il testo di legge contestato, come quello italiano, prevede maggiore flessibilità, più elasticità nei licenziamenti, con la conseguenza di creare un mondo del lavoro più precario.

Manifestazione Martedì – Solo nella giornata di ieri a Parigi sono state arrestate circa 58 persone, tra studenti e iscritti ai sindacati. La manifestazione di Martedì ha riunito nella capitale decine di migliaia di persone, secondo una stima offerta dai media francesi. I sindacati hanno ‘altri numeri’ parlano di un milione di manifestanti, contro i 70-80mila di cui parla la polizia.

Arresti – Le autorità hanno giustificato i diversi arresti affermando che: “diverse centinaia di individui mascherati” avevano gettato oggetti contro la polizia presente nel momento in cui è iniziata la manifestazione. Nel corso degli scontri 40 persone sono rimaste ferite, 29 dei quali sono agenti di polizia.

ospedale_necker_21_SecoloLa protesta si è svolta nel sud di Parigi, e nei pressi dell’ospedale pediatrico Necker la polizia ha usato un cannone ad acqua per disperdere una minoranza di radicali, dopo che avevano mandato in frantumi alcune finestre e vandalizzato le mura con alcuni slogan. La denuncia è arrivata da parte di alcuni membri del sindacato i quali erano stati minacciati da alcuni attivisti violenti dopo aver cercato di difendere l’ospedale pediatrico.

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Renzi e Hollande

Il presidente Francois Hollande resta fermo sulle posizioni espresse alcune settimane fa, quando aveva dichiarato che manifestare, esprimere la propria opinione è giusto ma lui non avrebbe cambiato idea. E continua a spingere per una maggiore flessibilità nei licenziamenti sostenendo che un “sistema rigido” ha impedito alle aziende private di assumere più dipendenti.

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