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lunedì, 3 Ottobre 2022

Costa Concordia: confermata la condanna a Schettino

L'accusa contro Schettino ha sottolineato il disonore per la marina italiana riguardo l'abbandono della nave, mentre c'erano ancora persone a bordo da sbarcare. E ha sottolineato che non ci sono state parole di scusa o di "pentimento"

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Cinzia Capezzuto
Collaboratore XXI Secolo.

La corte di appello di Firenze, nella serata del 31 maggio, ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione per Francesco Schettino, ex comandante della nave, per il naufragio della Concordia.

La difesa ha parlato di “incidente organizzativo“, ponendo in evidenza anche le colpe degli ufficiali della nave, che non avrebbero supportato adeguatamente in plancia l’ex comandante, incriminando Ciro Ambrosio, Silvia Coronica e il cartografo Simone Canessa. Inoltre, ha provato a rimarcare anche la conseguenza sull’incidente dell’errore del timoniere indonesiano, Jacob Rusli Bin. Un punto di vista, senza alcun dubbio valido, che non ha convinto il pubblico ministero, ragion per cui, non è stato cambiato il giudizio. L’accusa contro Schettino ha sottolineato il disonore per la marina italiana riguardo l’abbandono della nave mentre c’erano ancora persone a bordo da sbarcare. E ha sottolineato che non ci sono state parole di scusa o di “pentimento”. L’accusa ha chiesto 27 anni di condanna con l’aggravante della ‘colpa cosciente’.

L’incidente – La sera del 13 gennaio 2012, la Costa Concordia, una delle più grandi navi della flotta, in navigazione da Civitavecchia a Savona per una crociera nel Mediterraneo urtò il più piccolo degli scogli de Le Scole, situato a circa 500 metri dal porto dell’Isola del Giglio, subendo uno squarcio di 70 metri nello scafo. Così la Costa Concordia sbandò progressivamente sul lato destro, sino ad affondare abbattendosi sul lato dritto e restando in larga parte emergente. Mentre 4200 persone furono tratte in salvo, vi furono 32 morti, dei quali 30 corpi furono recuperati tra il momento del naufragio e la fine del marzo 2012, mentre i resti degli ultimi 2 dispersi furono rinvenuti rispettivamente nell’ottobre 2013, solo dopo le operazioni di raddrizzamento per la rimozione della nave.

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