Sesso: la disinformazione dei giovani

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Proprio nelle ultime ore l’ansa ha diffuso un quantità di dati molto interessanti sulla correlazione tra due variabili tanto discusse: sesso e giovani. Skuola.net in collaborazione con la Società italiana per la Contraccezione ha effettuato una ricerca molto interessante sull’argomento, raccogliendo dati sicuramente preoccupanti. I dati sono stati raccolti su un campione di 7mila studenti con età compresa tra gli 11 e i 25 anni. Il dato sconcertante è il seguente: nel campione preso in analisi, tra i ragazzi che hanno avuto rapporti sessuali, 1 su 10 non usa alcun tipo di metodo contraccettivo. Ma il tutto si aggrava, se poi tra gli intervistati, prendiamo in analisi solo gli under 14, a quel punto la percentuale diventa quattro volte superiore.

Tuttavia, quello che spaventa di più, sono i dati che riguardano la disinformazione. E’ chiaro che un’altissima percentuale di giovani non è affatto informata o male informata sul tema “sessualità”. Dai dati risulta che 1 giovane su 3 crede che non sia possibile la trasmissione dell’Hiv praticando sesso orale non protetto e addirittura il 29% degli intervistati dal campione analizzato crede che sia possibile guarire dalla malattia. Ancora, l’8% dei rispondenti crede che, durante il primo atto sessuale della propria vita, non sia possibile una gravidanza. Il 24 % dei giovani intervistati crede inoltre che non sia possibile una gravidanza se l’atto sessuale avviene entro 24 ore dalla fine del ciclo mestruale.

Qui abbiamo riportato solo alcuni dei dati più rilevati di questa interessantissima indagine, quelli più significativi e in grado di chiarire l’attuale situazione. Chiaramente, i giovani sono molto confusi sulla sessualità, in particolare i ragazzi sotto i 14 anni che, dall’indagine sono apparsi i più disinformati. Forse è il momento di intensificare il numero di ore di una materia scolastica non tenuta troppo in considerazione, l’educazione sessuale. Appare chiaro, anche a chi non si occupa di analisi di dati statistici, che un intervento in direzione di una maggiore informazione andrebbe sicuramente a diminuire i rischi di gravidanza giovanile e di trasmissione di malattie infettive. Ad oggi, nella società dell’informazione, è giusto che i giovani siano informati correttamente su un aspetto della loro vita di fondamentale importanza.

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