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domenica, 4 Dicembre 2022

L’ultimo saluto a Umberto Eco

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

Si è spento ieri sera nella sua casa a Milano, all’età di 85 anni, Umberto Eco considerato uno degli intellettuali italiani più conosciuti al mondo.

Personalità poliglotta, non fu solo scrittore ma anche giornalista, filosofo, docente universitario, critico letterario, corsivista e padre della semiotica, materia di cui fu docente all’Università di Bologna dal 1975. Nacque ad Alessandria il 5 gennaio del 1932 e nel 1954 conseguì presso l’Università di Torino la laurea in filosofia discutendo la tesi sull’estetica di Tommaso D’Aquino. Due anni dopo pubblicò il suo primo libro: “Il Problema estetico in San Tommaso”. Nello stesso anno, venne assunto in RAI e da questa esperienza nacque in lui la passione per i media, tanto che fu il creatore del corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Divenne celebre però solo nel 1980 con la pubblicazione del best seller “Il nome della rosa”, giallo filosofico di ambientazione medievale da cui era stato tratto un famoso film con Sean Connery e con cui l’anno seguente vinse il prestigioso Premio Strega, oltre ai numerosi consensi ricevuti a livello internazionale. Agli anni seguenti risalgono invece: “Il pendolo di Foucault” (1981), “L’isola del giorno prima” (1994), “Baudolino” (2000), fino ad arrivare al più recente “Numero zero”, opera ambientata a Milano e incentrata sul mondo del giornalismo. Eco più volte è stato tra i candidati al Premio Nobel per la Letteratura, ma il suo talento non fu mai premiato. Fu inoltre, Presidente dal 2000 della Scuola superiore di studi umanistici dell’Alma Mater. Lo scorso agosto, in occasione della Conferenza Internazionale organizzata dall’Italia nell’ambito del progetto Expo aveva dichiarato: “La diffusione della cultura e della conoscenza reciproca dei patrimoni culturali dei vari Paesi può costituire uno degli elementi di salvezza per un mondo sempre più globalizzato. La conoscenza di altre culture non elimina l’odio e la diffidenza per chi è diverso da noi e non dobbiamo fingerci anime belle e pensare che con il contatto culturale si possano salvare i bambini che muoiono di fame in Africa, ma solo entrando in contatto con una cultura diversa dalla nostra si può capire che in realtà questi popoli sono uguali a noi”. Oggi possiamo quindi affermare con fermezza che se la cultura può davvero salvare il mondo, è anche merito di Umberto Eco. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha espresso la sua solidarietà ai familiari dichiarando: “Esempio straordinario di intellettuale europeo, univa un’intelligenza unica del passato a un’inesauribile capacità di anticipare il futuro”.

Concludiamo con una frase che fu pronunciata proprio dal padre della comunicazione: “Di qualsiasi cosa i mass media si stanno occupando oggi, l’università se n’è occupata già venti anni fa e quello di cui si occupa oggi l’università sarà riportato dai mass media tra vent’anni. Frequentare bene l’università vuol dire infatti, avere vent’anni di vantaggio”. Il mondo della cultura piange la scomparsa di una brillante personalità.

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