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domenica, 23 Gennaio 2022

64 anni fa il primo satellite artificiale orbitava intorno alla Terra

Il 4 ottobre del 1957 ci fu il lancio dello Sputnik , il primo satellite della storia spaziale

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64 anni fa, il 4 ottobre del 1957, l‘Unione Sovietica lancia in orbita lo Sputnik 1. Si dava inizio così ad una nuova era dell’esistenza umana, la quale offriva la possibilità di poter arrivare nell’inarrivabile…

Il programma Sputnik consisteva in una serie di missioni spaziali senza l’uomo, queste missioni erano promosse dall’Unione Sovietica alla fine degli anni ’50.

La prima missione diede avvio al lancio del primo satellite lo “Sputnik 1 “ , da qui si da inizio all’epoca dell’esplorazione spaziale. “Non c’è sovranità sulla Terra senza accesso allo spazio”.

Il nome Sputnik significa compagno di viaggio oppure propriamente satellite. Quello che è certo è che dal 4 ottobre in poi l’uomo ha cercato sempre di più di “puntare verso l’alto”. 

Il satellite Sputnik  è stato lanciato 64 anni fa dal cosmodromo di Bainkour, nel mezzo del nulla kazako. Lo Sputnik rimase in funzione per 21 giorni. Poi bruciò nella manovra di rientro nel 3 gennaio del 1958. Aveva orbitato per ben 1400 volte attorno alla Terra, con una distanza di ben 70 milioni di chilometri percorsi.

Fu primo oggetto a fuoriuscire dalla Terra… L’Unione Sovietica, intanto sulla Terra, era fiera e sicura della propria forza e preminenza tecnologica e bellica.

Dall’altro lato, come ben sappiamo, c’erano gli Stati Uniti D’America con una grossa paura di poter sprofondare.

Come ha affermato la rivista italiana di Geopolitica Limes: “Non si limita all’analisi dei conflitti per il controllo degli spazi terrestri: mare, terra, aria. Ma deve integrare nei suoi ragionamenti lo Spazio Cosmico, in particolare quello circumterrestre…

Lungi dal rappresentare la provincia dell’intera umanità, giusto il Trattato sullo Spazio esterno battezzato dalle Nazioni Unite nel 1967, il cosmo è posta in gioco nella competizione fra Stati…

La proiezione spaziale delle conflittualità planetarie è dimostrabile anzitutto al contrario. Se a spingerci a conoscere e a percorrere l’universo fosse la maggior gloria del genere umano, affratellato dall’impulso di sapere, non dovremmo rilevare alcun rapporto fra competizione geopolitica sulla Terra e sviluppo delle missioni spaziali…

Invece, l’esplorazione scientifica del cosmo è funzione della gara per il suo controllo”.

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