4 Marzo 1943. Nascita di Lucio Dalla e di una celebre canzone. Ci sono date indiscutibilmente legate a certe canzoni e ai loro indimenticabili autori. Come il 29 Settembre di ogni anno ci ricorda Lucio Battisti, così il 4 Marzo ci rimanda ad un altro celebre Lucio della musica italiana, il Dalla autore di “Caruso” e tanti altri successi.
Il primo dei quali fu proprio “ 4 Marzo 1943” presentato dal cantautore bolognese nel 1971 al Festival di Sanremo. Pur essendosi piazzata solo terza, rimase per molte settimane in testa alla hit parade dell’epoca. Ed il suo successo è proseguito nel tempo arrivando fino ai nostri giorni.
Il testo
Dice che era un bell’uomo
e veniva, veniva dal mare,
parlava un’altra lingua
però sapeva amare
E quel giorno lui prese mia madre
sopra un bel prato,
l’ora più dolce
prima di essere ammazzato.
Così lei restò sola nella stanza,
la stanza sul porto,
con l’unico vestito
ogni giorno più corto
E benché non sapesse il suo nome
e neppure il paese
m’aspettò come un dono d’amore
fino all’ultimo mese.
Compiva sedici anni quel giorno
la mia mamma,
le strofe di taverna
le cantò a ninna nanna
E stringendomi al petto che sapeva
sapeva di mare
giocava a far la donna
con il bimbo da fasciare.
E forse fu per gioco,
o forse per amore
che mi volle chiamare
come nostro Signore.
Della sua breve vita, il ricordo,
il ricordo più grosso
e’ tutto in questo nome
che io mi porto addosso.
E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto
mi chiamo Gesù Bambino.
Note a margine della canzone
Si tratta di un tipico esempio di ballata, composta da quartine con rime alternate a versi sciolti (schema ABCB). Considerata un tipico esempio di poesia in musica, alle note composte dallo stesso Dalla si affiancano i versi opera invece della critica d’arte Paola Pallottino.
Nella sua carriera, prima di dedicarsi completamente all’arte, la Pallottino è stata inizialmente disegnatrice ed illustratrice, oltre che autrice di versi per canzoni. Con Lucio Dalla, conosciuto a Bologna quando si era definitivamente trasferita nella citta felsinea, ha collaborato anche per altre canzoni quali ” Il gigante e la bambina “.
Tutti la ritengono una canzone autobiografica, mentre in realtà racconta una storia di fantasia, un breve amore appena consumato e subito finito durante l’ultima guerra. A tal proposito l’autrice precisò di averla scritta ispirandosi vagamente all’infanzia di Lucio, che aveva perso il padre quando aveva appena sette anni ed era stato cresciuto solo dalla madre. Quindi una canzone incentrata sul tema dell’assenza di una figura paterna nella crescita di un ragazzo.
Il brano in origine doveva chiamarsi Gesùbambino. Ma il titolo fu censurato, per cui il maestro Ruggero Cini lo sostituì con la data di nascita di Dalla. Anche alcune parti del testo furono modificate. Da “mi riconobbe subito proprio l’ultimo mese” si passò a “mi aspettò come un dono d’amore fino dal primo mese“. Ancora “giocava alla Madonna con il bimbo da fasciare” diventò “giocava a far la donna con il bimbo da fasciare“.
Per concludere, la strofa finale: “e anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino”, fu trasformata così: “e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino”.

