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martedì, 31 Gennaio 2023

Officina 99, l’occupazione finale: 22 settembre 1991

22 settembre 1991, occupazione definitiva dell'Officina 99 dopo la prima occupazione del 1 maggio 1991. Nasce così il centro sociale più famoso e attivo della città di Napoli sito nel cuore della zona industriale di Napoli, Gianturco.

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Citando la famosissima canzone dei 99 Posse “Curre curre guagliò”, gruppo napoletano fondato nel 1991, che delinea la diretta espressione del centro sociale officina 99:

22-9-1991
Un giorno come tanti ma non certo per qualcuno”

Il C.S.O.A Officina 99, cioè il “Centro Sociale Occupato Autogestito”, è uno stabile situato all’interno della zona industriale di Napoli. É sito infatti in via Emanuele Gianturco.

Questo centro è stato nel 1991 oggetto di controversie da parte dei giovani liberali della città. Il centro è stato infatti occupato per la prima volta il 1 maggio del 1991 per poi essere occupato nuovamente e definitivamente il 22 settembre dello stesso anno.

Come molti centri sociali autogestiti, anche il Centro Sociale Occupato Autogestito Officina 99 si prefigge il compito di fare da portavoce di dissenso dei giovani napoletani, i quali mostrano apertamente la propria opposizione alle istituzioni contemporanee e al loro operato.

Il centro ospita, ponendosi in antitesi a queste sopracitate istituzioni, lo svolgimento di attività che vertono non solo nell’ambito politico, ma anche in ambito culturale. La finalità è di informare, coinvolgere e mobilitare l’animo degli abitanti di Napoli e non solo.

“Solo instaurando un rapporto di solidarietà concreta con gli occupanti potremo costruire insieme una ‘officina’ che, per la prima volta nella storia, non produca morte e sfruttamento ma voglia di stare insieme e di lottare” questo quanto riportato dal primo volantino del movimento.

Ad oggi, l’Officina opera da ben 26 anni affermandosi, nel corso degli anni di operato, come punto di riferimento non solo per molti giovani campani, ma anche per meno giovani e persone esterne, divenendo un’identità conosciuta a livello internazionale.

L’Officina ha lanciato diversi gruppi musicali, movimenti culturali, rappresentando un’esperienza di lotta ed opposizione a quanto di marcio sopravviva all’interno della regione Campania, se non in tutta Italia.

Nel luglio del 2005 la città metropolitana di Napoli segna una svolta nella vita dell’Officina.

Lo stabile viene acquistato dall’amministrazione comunale di Napoli il quale lo ha destinato ad uso sociale normalizzando lo stato giuridico del centro.

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