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giovedì, 23 Settembre 2021

2015: La ripresa economica non c’è stata

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Raffaele Della Rotonda
Collaboratore XXI Secolo.

Una  lieve ripresa proseguirà moderata anche nei prossimi mesi, nonostante la bassa inflazione, il rallentamento dell’economia internazionale ed i poco incoraggianti dati relativi all’occupazione. Questa è la situazione prospettata dall’Istat nell’analisi mensile sull’andamento dell’economia italiana. Secondo l’Istituto di statistica, dunque, la crescita non si dovrebbe interrompere. Ma si sa, i dati Istat, sovente, restano solo dati e che nulla di tutto ciò che rileva è tangibile in maniera evidente.

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, come di prassi, cosparge d’ottimismo l’Italia, assicurando che il prossimo anno il Paese farà “ancora meglio”. Fare peggio sarebbe difficile. E, nonostante l’Istat, di fatto, non abbia fornito specifiche previsioni di netta ripresa, l’ex sindaco di Firenze conferma che “prosegue l’evoluzione moderatamente positiva dell’economia italiana” e che “l’espansione dell’attività economica” non si arresterà. Purtroppo, particolare apprensione per il quadro italiano ma anche europeo continua a destarla la bassa inflazione, vista “l’attuale fase di prolungata debolezza della dinamica dei prezzi” che “non trova riscontro nel recente passato” e che rischia di “minare l’efficacia della politica monetaria” della BCE, tutta incentrata proprio sulla rialzo dell’inflazione. Inoltre, la nota dolente per il sistema economico italiano rimane sempre la medesima, quella del lavoro, che ha un trend positivo, almeno all’apparenza, ma che stenta a decollare, in quanto, si badi bene, non è aumentato il numero degli occupati bensì il numero dei contratti a tempo indeterminato. Una ulteriore vittoria annunciata dal Governo è relativa al calo “marcato” della disoccupazione, influenzato però anche “dall’aumento degli inattivi”, che, tradotto in termini non economici, equivale a dire che il tasso di disoccupazione, in sostanza, è rimasto quasi inalterato.  Proprio per tali motivi arriva l’allarme della UIL sulla cassa integrazione in deroga: accanto a un nuovo calo della cassa integrazione (-34% in 11 mesi), infatti, c’è invece una “sostanziale tenuta” della Cassa Straordinaria, “l’unico dato veritiero dal punto di vista socio-economico”, cosa che “non può non preoccupare”.

Alcuni segnali positivi, invece, iniziano ad arrivare dal Sud, come certificato da Confindustria e Srm, secondo i quali pur con una performance meno brillante del resto del Paese, il Pil nel Mezzogiorno nel 2015 dovrebbe crescere dello 0,2% mentre la ripresa dovrebbe consolidarsi nel 2016 con una crescita del Pil dell’1%. Tali stime, però, ben poco sono conciliabili con i rilievi Istat. Infatti, secondo i dati forniti dall’Istituto di statistica, a dicembre, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane scende a 105,8 da 107,1 di novembre.

Insomma, a quanto pare, la “ripresa” ritualmente preannunciata al finire di ogni anno, dal Capo del Governo di turno, anche nel 2015, non è avvenuta.

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