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mercoledì, 1 Dicembre 2021

19 ottobre 1987, il lunedì nero della Borsa di Wall Street

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Ventitré anni fa, il 19 ottobre del 1987, il lunedì nero della Borsa Usa: si apriva la prima crisi finanziaria mondiale dopo quella del ’29 e, in una sola seduta, Wall Street crollava del 22,6%.

Fino al venerdì precedente, a chiusura dei mercati, nulla lasciava presagire ciò che stesse per accadere. Lo straordinario crollo azionario del lunedì nero portò ad un panic selling generale, ovvero una vendita massiccia di un investimento che causa rapidi cali dei prezzi. Madrid chiuse al –31%, Londra col FTSE 100 al –26,4%. Per Sidney la chiusura fu addirittura al –41,8% e per la Borsa di Hong Kong al –45%. L’Italia riuscì a scamparla: Piazza Affari, infatti, crollò al –6,4%.

Nei dieci anni precedenti, tutti i titoli azionari americani avevano registrato +180% e non si è mai trovata una ragione specifica del crollo improvviso verificatosi nel lunedì nero. Diverse le ipotesi formulate nel tempo circa le cause di tale disastro, ma nessuna è stata mai riconosciuta come certa.

Secondo alcune teorie, il tutto avrebbe avuto inizio dalla Borsa di Hong Kong, in base ai dati cinesi di quel giorno, con un –45% in rosso. Secondo altri, la causa sarebbe da ricercare nel fatto che alcuni programmi di stop loss (programmi che portano le operazioni a chiudersi ad un determinato livello di prezzo) avevano chiuso automaticamente delle contrattazioni, portando al panic selling sui mercati asiatici. Con un effetto domino, anche gli Stati Uniti furono presto raggiunti da queste manovre.

Un altro fattore da considerare è la forte tempesta che si era abbattuta su Londra il venerdì precedente, giorno di chiusura dei mercati. L’evento aveva impedito a molti traders di raggiungere materialmente la Borsa di Londra e il lunedì successivo, alla riapertura dei mercati, cominciarono a vendere le posizioni che erano state aperte il giovedì prima. Quelli erano gli anni d’oro dell’economia Usa, gli anni della cosiddetta Reaganomics, nella quale tra l’altro iniziò la globalizzazione.

Non è quindi possibile stabilire delle vere e proprie cause del lunedì nero. Tra l’altro, metà delle ingenti perdite fu recuperata già entro la fine del 1987, ulteriore dimostrazione di un’economia florida e del fatto che le cause ebbero una connotazione di carattere esclusivamente tecnico.

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