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lunedì, 24 Gennaio 2022

17 novembre 1878: attentato a Re Umberto I

Il 17 novembre 1878 a Napoli si verificò un attentato al Re Umberto I ad opera dell'anarchico Giovanni Passannante

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Il 17 novembre 1878 ci fu un attentato a Re Umberto I tentato per mano di Giovanni Passannante.

Il re che rischiò di morire, era a Napoli in quel giorno 17 novembre, insieme alla regina Margherita e a suo figlio Vittorio Emanuele III (futuro re). Umberto I stabilì quella visita, all’interno di un ampia tourneè nelle maggiori città italiane, per mostrarsi al popolo dopo la morte del padre Vittorio Emanuele II.

L’accoglienza napoletana fu sfarzosa, i balconi erano decorati con i tricolori, il consiglio comunale varò un grande ricevimento reale. Quando la carrozza e il corteo che seguiva giunsero in Largo Carriera Grande (nella Duchesca), Passannante, un giovane anarchico lucano, seguace delle idee repubblicane e di Felice Orsini, si avvicinò alla carrozza del re e provò a ucciderlo con una coltellata ma questi riuscì a schivare il colpo.

La regina Margherita lanciò sul volto di Passannante un mazzo di fiori. Il primo ministro, Benedetto Cairoli, nonostante si fosse ferito ad una gamba nell’azione, riuscì ad immobilizzare l’attentatore consegnandolo ai Reali Carabinieri.

Passannante, mentre veniva fermato e arrestato, gridò “Morte al Re, viva la Repubblica Universale, viva Felice Orsini”.Le conseguenze del suo gesto furono terribili: tutta la sua famiglia fu arrestata e rinchiusa in un manicomio criminale. Passannante, invece, subì un processo e venne condannato a morte, che poi fu tramutata in ergastolo, ma non per pietà o clemenza.

In carcere sull’isola d’Elba, Passannante, infatti, fu detenuto in condizioni disastrose, visse per molti anni incatenato, in una cella alta solo un metro e quaranta centimetri, al buio e impossibilitato a muoversi. La prigionia lo fece impazzire, tanto che fu rinchiuso in un manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, dove rimase fino alla morte.

La casa reale decise di cambiare il nome di Salvia di Lucania, dove era nato Passannante, trasformandolo in Savoia di Lucania, che è ancora l’attuale nome del piccolo comune in provincia di Potenza.

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