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16 febbraio: Castro prende il potere

Il 16 febbraio del 1959 Fidel Castro giurò come primo ministro di Cuba.

Castro conservò il potere come Presidente del Consiglio di Stato e Presidente del Consiglio dei ministri, oltre ad essere segretario generale del Partito Comunista Cubano. Quindi di fatto con la sua nomina non cambió nulla.

Fidel Castro fu etichettato come una personalità “naïf”, dal vice presidente degli USA Richard Nixon. Un modo per non definirlo “comunista”, o semplicemente una mossa politica mirata a preservare i rapporti diplomatici, che però ben presto si riveló inutile. 

Le mosse di Cuba, guidata da Castro, non tardarono ad arrivare e l’America ne pagó i contraccolpi.
Dapprima nel 1960 con la firma di un accordo con l’Unione Sovietica per l’acquisto del petrolio, espropriate fino a farle diventare di proprietà cubana, togliendole di fatto all’America.  A quel punto, gli USA interruppero ogni rapporto e qualsivoglia relazione diplomatica con il governo di Castro. Nell’aprile del 1961, gli Stati Uniti tentarono un fallimentare attacco a Cuba, facendo sbarcare nella Baia dei Porci, a sud dell’Avana, circa 1.400 dissidenti finanziati ma nello stesso anno, quella ideologia cui il Presidente americano aveva preferito non far riferimento, il 2 dicembre si consolidó. Castro, in un famoso discorso alla nazione  dichiarò che Cuba avrebbe adottato il comunismo come forma di governo.

Il 16 febbraio Fidel Castro diventó primo ministro di Cuba, la società era desinata a cambiare.
Una personalità di spicco quella di Casteo, che ha fatto e ancora oggi fa discutere. Un uomo dalle idee chiare, un leader rivoluzionario che prese il potere a Cuba dopo aver di fatto ribaltato il regime del dittatore Fulgencio Batista.

Una lunga attività politica la sua, dovuta secondo i suoi sostenitori al netto miglioramento delle condizioni di vita a Cuba.

Ovviamente elencare le attività intraprese, sia a livello locale, sia internazionale, sarebbe impossibile, ma una cosa è certa,  il fulcro  della politica di Castro, fu l’alfabetizzazione della popolazione e l’accesso alla sanità che sarebbe dovuta diventare accessibile a tutti: effetti destinati a durare nel tempo e che ne hanno fatto un uomo dalle idee comuniste ma fortemente legato alla propria terra. Un uomo politico che piaceva al popolo, acclamato e voluto.

Una figura certamente controversa, tra chi lo considera un dittatore e chi invece sottolinea i progressi ed i cambiamenti che Cuba ottenne grazie al suo operato, a partire da quel 16 febbraio del 1959.