Il 16 agosto 1977 il mondo della musica si fermò. Elvis Presley morì a soli 42 anni nella sua residenza di Graceland, a Memphis. Quel giorno la fidanzata Ginger Alden lo trovò privo di sensi nel bagno della villa. Trasportato d’urgenza al Baptist Memorial Hospital, il cantante morì alle ore 15:30. La morte venne attribuita a un arresto cardiaco, anche se negli anni successivi il ruolo delle sue condizioni di salute e dell’abuso di fermarci alimentò discussioni.
Elvis avrebbe dovuto lasciare Memphis quella sera per raggiungere Portland, nel Maine, e iniziare una serie di concerti. Il suo fisico, però, appariva da tempo affaticato. Il 26 giugno si era esibito per l’ultima volta al Market Square Arena di Indianapolis: stanco e appesantito, era riuscito a portare a termine lo spettacolo davanti a migliaia di persone. Nessuno immaginava che quella sarebbe stata la sua ultima apparizione dal vivo.
Nato l’8 gennaio 1935 a Tupelo, nel Mississippi, Elvis aveva iniziato a incidere per la Sun Records nel 1954. In pochi anni era diventato il simbolo di una nuova epoca. La sua musica univa il country bianco, il rhythm and blues afroamericano e il gospel ascoltato fin dall’infanzia. La voce, il modo di muoversi sul palco e una presenza scenica mai vista prima conquistarono i giovani e scandalizzarono l’America più conservatrice.
Brani come Heartbreak Hotel, Hound Dog, Jailhouse Rock e Can’t Help Falling in Love trasformarono Elvis in un fenomeno. Fu cantante, attore e protagonista di storiche apparizioni televisive. Dietro l’immagine scintillante del Re del rock and roll, tuttavia, si nascondeva un uomo isolato, segnato dalla pressione della fama, dai problemi di salute e dai ritmi logoranti.
La notizia della morte si diffuse in tutto il mondo. Migliaia di fan raggiunsero Graceland, mentre radio e televisioni interruppero la programmazione per ricordarlo. Il giorno seguente il presidente Jimmy Carter rese omaggio all’artista: «La morte di Elvis Presley priva il nostro Paese di una parte di sé. Era unico e insostituibile».
Il funerale si svolse il 18 agosto. Elvis venne inizialmente sepolto al Forest Hill Cemetery, accanto alla madre Gladys, prima che le salme fossero trasferite a Graceland. La sua morte chiuse un’epoca, ma non riuscì a spegnere il mito. Oggi la sua voce, i suoi abiti, i suoi movimenti e le sue canzone continuano a raccontare la rivoluzione culturale iniziata da un ragazzo del Mississippi diventato, per tutti, il Re.





