Eminem, l’Hitchcock del rap


È già virale l’ultima fatica del rap god Eminem, “Music to be murdered by” a meno di un giorno dall’uscita.

L’annuncio, via twitter e successiva pubblicazione ha folgorato la scena musicale internazionale quanto la stessa opinione pubblica sempre più raccolta nel web e nei social.

Ad un anno circa dall’ uscita del disco più invettivo a livello artistico, “Kamikaze” cui oggetto polemico era la nuova scena hip hop statunitense, Eminem, come solo lui sa fare, mette sotto scacco la sua America, con un concept album ricco della vibrante problematica ultima degli Usa di Trump, la quaestio delle armi e il referendum come proposta per cambiare la legge vigente sul possesso.

La tematica è evidente, soprattutto in relazione al videoclip “Darkness” con esplicito rimando ai fatti drammatici di Las Vegas del 2017 .

Nella creazione della sua 11esima fatica Slim Shady ha fatto partecipi innumerevoli artisti quali Ed Sheeran -già in passato nell’album Revival con la canzone The River- , Young M.A., Juice WRLD (rapper 21enne scomparso lo scorso dicembre), Skylar Grey, Don Toliver, Anderson Paak, KXNG Crooked, Royce da 5’9″, Joell Ortiz, mettendo un continuum alla stessa cultura hip hop, al fine di creare la tensione riflessiva e non banale,  che lui stesso ha definito derivante da “Uncle Alfred”.

Vestendo i panni del re del giallo cinematografico, Alfred Hitchcock, Eminem è sempre più portavoce di espliciti riferimenti sociali, che riportano indietro le lancette ad altre suoi grandi album come “The Eminem Show”, cui oggetto polemico era la disparità sociale e le permanenti problematiche razziali negli Usa.

Questo è solo un altro nuovo inizio per colui che è considerato il più grande MC vivente, e forse, della storia.

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Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

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