“Vivere”, un dramma sul silenzio del nostro tempo

Dopo il successo de Il Nome del Figlio, la regista Francesca Archibugi torna al cinema con un cast d'eccezione per "Vivere", dramma italiano agrodolce, sullo sfondo di una Roma che da un'ignota periferia si irraggia fino alle sue bellezze, dietro i passi e gli intrecci dei personaggi.

Sarà presentato Fuori Concorso alla prossima 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografiaca di Venezia, Vivere -trailer– l’ultima pellicola della regista Francesca Archibugi, prodotta da Lotus Production di Leone Film Group, con Rai Cinema in associazione con 3 Mary Entertainment.

La regista de Il Nome del Figlio, stavolta ha scelto una Roma che dalla periferia residenziale si sposta in un turbine di direzioni per dare esito alle trame illegali e non, dove le emotività dei personaggi cadono fino ad urtare con i loro stessi corpi, il tutto sulle note de “Il cuore è uno zingaro” di Nicola di Bari, reinterpretata da Nada.

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La fumosa atmosfera degli Indifferenti di Moravia fa da cornice alle vicende della famiglia Attorre e dai legami innescati, impersonati da un cast davvero univoco- Adriano Giannini, Micaela Ramazzotti, Massimo Ghini, Rosin O’ Donovan– ,dagli stessi protagonisti.

Le vite di Luca (Adriano Giannini), spiantato giornalista free-lance, e di Susi (Micaela Ramazzotti), ballerina e insegnante di danza che ha perso la vocazione ruotano intorno alla figlia di sei anni, Lucilla, bambina tranquilla e affetta d’asma. Ma l’arrivo della studentessa irlandese di storia dell’arte Mary Ann (Rosis O’ Donovan) e la sua permanenza di una anno la rendono partecipe e spettatore delle enigmatiche negoziazioni che hanno il bene e il male nella vita dell’uomo.

Dal 26 settembre, distribuito da 01Distribution, al cinema.

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