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venerdì, 2 Dicembre 2022

Palazzo dello Spagnuolo

Il palazzo monumentale “dello Spagnolo” ubicato in via Vergini

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Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Il palazzo dello Spagnolo, o dello Spagnuolo, è uno dei palazzi storici napoletani pressanti nel centro storico cittadino.

Ubicato in via Vergini, all’interno del rione Sanità, il palazzo è classificato come edificio monumentale.

La storia del palazzo dello Spagnolo prende inizio nel 1738, quando, su commissione del marchese di Poppano Nicola Moscati, venne costruito. Il palazzo nasce dall’unione di due lotti preesistenti ricevuti in dono dalla moglie del marchese. Il progetto fu curato da Ferdinando Sanfelice, che realizzò anche la scalinata famosissima del palazzo. Il pezzo forte del palazzo è proprio la monumentale scala a doppia rampa costituente la facciata interna del palazzo, che venne realizzata affinché fosse luogo sociale, luogo di incontro. Essa è definita gergalmente oggi come “scala ad ali di falco”, che rende il palazzo un esempio di architettura civile barocca napoletana, di cui proprio l’imponente scalinata ne è elemento distintivo.

Il palazzo è ricco inoltre di componenti artistiche, alcune delle quali sono andate perdute a causa di pessimi lavori di manutenzione e ristrutturazione che si sono susseguiti negli anni. Originariamente era infatti ricco di affreschi e stucchi, alcuni ancora oggi presenti. Gli stucchi in stile rococò furono progettati da Francesco Attanasio, ma furono successivamente realizzati da Aniello Prezioso intorno al 1740.

Il palazzo fu sempre frequentato da illustri personalità, furono infatti frequenti le visite di Carlo III di Borbone che si recava al palazzo per depositare i propri cavalli e prendere dei bovi al fine di raggiungere Capodimonte. I bovi erano infatti gli unici animali dotati di tanta forza da riuscire a portarlo fino a Capodimonte attraverso la ripida via Vergini.

Alla fine del secolo il palazzo fu acquistato da Tommaso Atienza, nobile spagnolo che rinominò il palazzo stesso. Il soprannome del nobile Atienza, chiamato lo Spagnolo, fu causa dell’odierna denominazione del palazzo.

Il nobile spagnolo attuò delle opere di espansione del palazzo, egli fece costruire l’ulteriore ultimo piano e commissionò nuovi affreschi, andati poi perduti. La facciata del palazzo presenta tre piani, il terzo presenta ancora la cornice dell’antica struttura, il portale è sormontato dal balcone del piano nobile. Superato l’androne si giunge nel cortile dal quale si erge la scala in tutta la sua particolare bellezza, costituita da cinque aperture simmetriche per piano. All’arrivo di ogni piano si trovano lunette e decorazioni in stucco raffiguranti busti e motivi floreali, in pieno gusto barocco, realizzate da Aniello Prezioso nel 1742.

Le sorti del palazzo mutarono nuovamente nel 1850, quando il palazzo passò alla famiglia Costa a causa dei debiti del nobile Atienza derivanti probabilmente dalle commissioni per il palazzo.

In tempi moderni il palazzo è stato frammentato in numerose proprietà private, solamente gli ultimi due piani appartengono alla Regione Campania. Le porte di accesso agli appartamenti siti nel palazzo sono ornate da stucchi e medaglioni raffiguranti i busti delle famiglie che vi abitarono.

Il palazzo è stato in passato sede dell‘”Istituto delle guarattelle”, museo dei burattini locali e internazionali, ma il palazzo è ancora oggi in fase di restauro, il secondo e il terzo piano ospiteranno un museo dedicato a Totò.

Il palazzo dello Spagnolo fu dichiarato monumento nazionale nel 1925, in occasione della visita di re Umberto di Savoia.

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