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giovedì, 27 Gennaio 2022

10 anni fa ci lasciava il fumettista Sergio Bonelli

Ci lasciava il 26 settembre 2011 il fumettista, conosciuto anche come Guido Nolitta.

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Sergio Bonelli nasce a Milano il 2 dicembre del 1932. Grande fumettista ed editore,  conosciuto anche con lo pseudonimo di Guido Nolitta. Il fumettista ci ha lasciato 10 anni fa in un 26 di settembre.

Sergio Bonelli è l’editore di Tex e di Dylan Dog. Impossibile non ricordare queste serie di fumetti, anche per sentito dir,  è improbabile non conoscerli.

Sergio aveva ereditato la casa editrice da suo padre Gianluigi Bonelli.
Gianluigi è stato un fumettista, uno scrittore, un editore, fondatore e creatore del famosissimo personaggio dei fumetti Tex. Inoltre è stato fondatore della più importante casa editrice di questo settore la “Sergio Bonelli Editore”.

Il creatore dei personaggi di Zagor e Mister ci ha lasciato 10 anni fa. Deceduto al “San Gerardo di Monza” dove era stato ricoverato per qualche giorno a seguito di una malattia.

C’è chi lo ricorda affermando che: ” Sergio Bonelli ha appassionato con i suoi fumetti generazioni di ragazzi ed adulti. Ci lascia l’eredità della sua arte: i suoi personaggi, da Tex Willer a Dylan Dog, sono entrati nella storia dei cartoon, emozionandoci con le loro avventure che ci hanno fatto sognare e che ricorderemo per sempre.” 

Bonelli crea nel 1961 uno dei suoi più grandi successi, uno dei più grandi successi della casa editrice, ovvero Zagor. Zagor è un ibrido fra Tarzan e il western.
Nel 1975 darà vita a Mister No, un ex pilota militare reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, il quale si ritira in Amazzonia. Un personaggio che è rimasto nel cuore di Bonelli, considerato il suo figlio prediletto.

Ci lascia il 26 settembre del 2011, all’età di 79 anni.
Ricordiamo lo straordinario fumettista con le parole che pronunciò Oliviero Diliberto:
“Con lui scompare un intellettuale del nostro tempo, una persona che ha dato tanto alla cultura italiana, e non solo, un uomo che attraverso i fumetti, e le sue strisce, ricche di pathos e suggestioni, il più delle volte pubblicate in marcato bianco e nero, quasi ad insegnarci che il messaggio sta più nel contenuto che nella forma, non ha mai mancato di denunciare storture e i vizi della società e del potere.”

 

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